Spies, oggi ricordiamo una delle vittorie più sorprendenti e rivoluzionarie nella storia del Festival di Sanremo.
Era una sera di febbraio quando Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, salì sul palco dell’Ariston con un’espressione incredula. Aveva appena vinto il Festival di Sanremo 2019 con “Soldi”, un brano che nessuno si aspettava potesse trionfare. Un sound internazionale, moderno, lontano dalla tradizione sanremese. Eppure aveva vinto.
E con quella vittoria, Mahmood cambiò per sempre il Festival di Sanremo.
Il brano che nessuno si aspettava
“Soldi”, scritta dallo stesso Mahmood insieme a Dardust (Dario Faini) e Charlie Charles, raccontava una storia personale e dolorosa: l’abbandono del padre, il vuoto lasciato da un amore familiare offuscato dal denaro. Una canzone autobiografica che parlava di solitudine, rabbia, delusione.
Nel testo, una frase in arabo: ولدي، يا ولدي، حبيبي، تعال هنا (Waladi Habibi Ta’Aleena), uno dei pochi ricordi d’infanzia di Mahmood in quella lingua. Suo padre è egiziano, sua madre sarda. “Sono italiano al 100%”, disse subito dopo la vittoria, quando le polemiche iniziarono a montare.
La produzione portava la firma di Charlie Charles, il producer che aveva contribuito a portare la trap nel mainstream italiano. Il sound era fresco, contemporaneo, con influenze arabe e r&b. “Moroccan pop”, lo definì Mahmood stesso.
La vittoria che ribaltò tutto
La serata finale fu piena di sorprese. Il televoto premiò Ultimo con quasi il 47% delle preferenze. Mahmood arrivò terzo al televoto con circa il 15%. Ma le giurie di qualità e della sala stampa votarono compatte per lui, ribaltando completamente il risultato.
Quando il direttore artistico annunciò il vincitore, il pubblico del Teatro Ariston esplose in applausi. Mahmood rimase senza parole, incredulo. “Per me la vittoria era già partecipare”, disse il giorno dopo. “Non avrei mai creduto di salire sul podio. Tantomeno di vincere.”
Il successo dopo Sanremo
Dopo la vittoria, “Soldi” volò in cima alla classifica FIMI, dove rimase per sei settimane consecutive. Fu certificato disco d’oro immediatamente, poi disco di platino. Nella settimana successiva a Sanremo fu il brano più trasmesso in radio in Italia.
Mahmood rappresentò l’Italia all’Eurovision Song Contest a Tel Aviv, classificandosi secondo. Un risultato straordinario per un brano che aveva diviso l’Italia ma conquistato l’Europa.
Un artista dall’esperienza travagliata
Prima di Sanremo, Mahmood aveva un curriculum fatto di tentativi e gavetta. Era stato eliminato alla terza puntata di X Factor nella sesta edizione. Aveva partecipato a Sanremo Giovani nel 2016 senza successo (4 posto). Aveva lavorato come autore per altri artisti: Emma, Marco Mengoni, Michele Bravi, Elodie, Francesca Michielin.
Poi, a dicembre, aveva vinto Sanremo Giovani, conquistando l’accesso al Festival tra i Big. E da lì, la storia.
Il suo primo concerto ufficiale lo aveva tenuto appena due settimane prima della vittoria a Sanremo, al circolo Ohibò di Milano. Quindici giorni dopo, il suo nome era sulla bocca di milioni di persone.
Perché “Soldi” ha cambiato Sanremo
“Soldi” non è stata semplicemente una canzone vincitrice. È stata una rivoluzione. Per la prima volta, un sound moderno, internazionale, lontano dalla tradizione sanremese, trionfava al Festival. Non ballad melodiche, non canzoni d’autore classiche. Ma un pezzo che la generazione under 30 ascoltava già da anni, finalmente rappresentato sul palco dell’Ariston.
Mahmood aprì la strada. Dopo di lui, Sanremo non fu più lo stesso. Il Festival si aprì a sonorità nuove, contemporanee, giovani.
E tutto iniziò quella sera, con un ragazzo milanese di origini sarde ed egiziane che cantava qualcosa di “diverso” davanti a un’Italia affascinata.
Una vittoria che nessuno si aspettava. Ma che tutti ricorderanno.
XOXO, Sanremo Spia
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