Se ne va un pezzo di Sanremo. Peppe Vessicchio, il maestro d’orchestra che per anni ha fatto vibrare l’Ariston con la sua bacchetta e il suo inconfondibile look, è morto oggi all’età di 69 anni.
La notizia è arrivata nel pomeriggio di questo sabato 8 novembre: Vessicchio si è spento all’ospedale San Camillo di Roma, dove era ricoverato per una polmonite interstiziale che è precipitata in pochissimo tempo. Una complicazione improvvisa che non gli ha lasciato scampo.
Il volto iconico del Festival
Per chi ama Sanremo, Vessicchio non è solo un direttore d’orchestra. È LA figura che tutti aspettavano di vedere sul palco. Quella frase “Dirige l’orchestra il maestro Beppe Vessicchio” è storia della televisione italiana. E sul palco dell’Ariston, Vessicchio ha scritto pagine indimenticabili.
Ha portato a casa ben quattro vittorie come direttore d’orchestra: nel 2000 con gli Avion Travel e “Sentimento”, nel 2003 con Alexia e “Per dire di no”, nel 2010 con Valerio Scanu e “Per tutte le volte che”, e nel 2011 con Roberto Vecchioni e “Chiamami ancora amore”. Quattro trionfi che ne hanno fatto una leggenda del Festival.
Da Napoli all’Italia intera
Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio aveva iniziato la sua carriera nella sua città, collaborando con nomi come Edoardo Bennato e Peppino di Capri. Ma è stata la collaborazione con Gino Paoli a lanciarlo definitivamente, firmando insieme hit come “Ti lascio una canzone” e “Cosa farò da grande”.
Negli anni è diventato un punto di riferimento per tutta la musica italiana, lavorando con artisti del calibro di Zucchero, Elio e le Storie Tese, Ornella Vanoni, Biagio Antonacci e tantissimi altri. E poi c’è stato Amici, dove milioni di italiani hanno imparato ad amare ancora di più quel maestro dalla barba bianca e dallo sguardo buono.
L’ultima volta all’Ariston
L’ultima volta che l’abbiamo visto sul palco di Sanremo è stata nel 2022, quando si è esibito con Le Vibrazioni nella cover di “Live and Let Die” dei Wings, al pianoforte. Da lì, tanti si sono chiesti ogni anno se sarebbe tornato. Non lo rivedremo più.
I funerali saranno privati, come ha comunicato l’ospedale San Camillo d’accordo con la famiglia.
Il mondo della musica italiana perde uno dei suoi pilastri. Noi di Sanremo Spia perdiamo un pezzo della nostra storia, quella che ogni anno ci fa battere il cuore davanti allo schermo.
Grazie di tutto, Maestro.








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