Il creator musicale e produttore torinese torna sulle piattaforme digitali con “Canzoni Tristi”, il nuovo singolo che è già un manifesto. Di seguito la nostra intervista.
C’è chi la tristezza la nasconde e chi, invece, la trasforma in musica. Cresciuto tra prove in garage, riff metalcore e band di amici, Ave Rico (Riccardo Celi) oggi è uno dei creator musicali più seguiti sui social, con cover pop-punk che hanno conquistato anche artisti internazionali come Jared Leto, Anggun e Crash Adams. Il suo nuovo singolo “Canzoni Tristi”, pubblicato su tutte le piattaforme digitali su etichetta LookUp/Digital Noises, è una dichiarazione d’identità: la malinconia non come debolezza, ma come linguaggio emotivo. Lo abbiamo incontrato virtualmente per parlare di musica, di emozioni, e di quella serata indimenticabile con Laura Pausini.
La nostra intervista è iniziata con una domanda particolare: “Canzoni Tristi” sembra quasi un manifesto. Come dici tu, non serve stare male per ascoltare canzoni tristi anzi, a volte le scegli perché ti somigliano. Quant’è personale questo brano?
«Il brano “Canzoni Tristi” è totalmente personale, e proprio come avete detto è un manifesto. Non è un grido d’aiuto ma uno sfogo e una dichiarazione che le canzoni tristi avranno sempre un posto speciale nel mio cuore e nei miei momenti di composizione o scrittura dei brani. Non vuol dire che non faccia canzoni allegre o che non mi piacciano, però nella mia sfera emotiva e artistica le “canzoni tristi” avranno sempre un posto speciale nel mio cuoricino.»
Siamo molto d’accordo e condividiamo il pensiero, anche perchè, diciamocelo, a chi non piacciono le canzoni tristi? Quando finisce una storia, quando si chiude un capitolo, vogliamo solo tre cose, stare da soli, riflettere sul nuovo futuro e mettere la playlist più triste che abbiamo!
Sei cresciuto tra band metalcore e prove in garage, e oggi fai pop-punk malinconico con un progetto solista. C’è stato un momento preciso in cui hai capito che il progetto “Ave Rico” era qualcosa di diverso da tutto quello che avevi fatto prima?
«La nascita per me del progetto “Ave Rico” è stato un salto nel buio, era tutto ciò che non avevo mai fatto, cioè iniziare a vivere la musica come persona singola e non come band o come amicizie per stare insieme, ma per conoscermi scoprirmi e mettere alla prova me e la mia passione e amore per la musica. Era tutto ciò che non avevo mai fatto e forse era proprio tutto ciò che dovevo fare. Dicono che la felicità o il successo a volte sia proprio fuori dalla proprio zona di comfort, lì dove non sei mai andato.»
Il coraggio, la voglia di mettersi in gioco, di creare, di provare, è una forte energia che solo chi davvero prova sulla propria pelle può comprendere. Lo troviamo un bellissimo messaggio di incoraggiamento per tutti i giovanissimi!
Non potevamo non fare questa domanda “WOW”:
Hai pubblicato su TikTok la tua cover pop-punk di “Il mio sbaglio più grande” di Laura Pausini lei l’ha ricondivisa e commentata in modo entusiasta. Poi ti ha voluto come ospite a PauParty 2025 a Faenza, dove avete duettato dal vivo. Cosa ti sei portato a casa da quella giornata? Dobbiamo aspettarci il bis di un pezzo di Laura?
«Giornata incredibile e indimenticabile per me, la mia band e chi è venuto a sostenerci. Laura, il suo team e tutte le persone che lavorano con lei si sono dimostrare persone umane e meravigliose e ci hanno messo a nostro agio fin da subito sia nelle prove che nella preparazione del live. Dopo live super emozionante perchè le persone del fan club di Laura ci ha invitato a mangiare con loro e ci hanno accolto come in famiglia facendoci passare una serata indimenticabile anche dal punto di vista umano e non solo artistico. Per quanto riguarda un bis su di una canzone, ovviamente Laura è piena di hit mondiali da fare esplodere, ma a me piace sempre cambiare, guardare avanti e non restare mai fermo quindi non assicuro nulla su diun bis ma sicuramente su tanta musica nuova sempre.»
Anche qui, siamo molto d’accordo, nel senso che anche a Sanremo, Laura ha avuto questo approccio molto “umano” con la stampa e anche con tutti i suoi colleghi, per cui, a noi, un BIS non dispiacebbe.
Jared Leto, Anggun, Crash Adams, artisti internazionali che hanno ricondiviso le tue cover. C’è un repost che ti ha fatto impazzire più degli altri? E c’è qualcuno che sogni ancora di raggiungere?
«Tutti i grandi artisti a cui ho fatto le cover quando hanno apprezzato, chi in un modo o chi in un altro, ha fatto sempre piacere. Sicuramente la prima volta che veramente sono saltato dalla sedia è quando jared leto condivise sul suo profilo un open verse scritto da me su di una canzone dei 30 seconds to mars, fose la prima volta che un grande artista interagiva con me. Ovviamente poi l’esperienza dal vivo con Laura Pausini per ora è l’apoteosi del raggiungere artisti di questo calibro. Non sogno di raggiungere nessuno, il mio obbiettivo non è mai arrivare a qualcuno o farmi notare, mi piace fare musica e mi piace fare le cover delle canzoni che mi piacciono, l’apprezzamento dell’ artista orginale è solo una ciliegina sulla torta della cover che amo cucinare e mangiare a prescindere dal topping finale aahahahah (metafora culinaria a parte)»
Ringraziamo Ave Rico per l’intervista, ma non è finita qui, c’è una piccola sorpresa per voi, sui social infatti troverete la risposta a questa ultima domanda che gli abbiamo fatto, ma in formato video:
Qual è la canzone di Sanremo di qualsiasi anno che secondo te meriterebbe una versione pop-punk e non l’ha mai avuta? Se ti va, puoi darci un assaggio di qualche nota.
PS: Ha accettato ❤️
XO XO Sanremo Spia








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