Carlo Conti torna al Festival di Sanremo 2026 da Direttore Artistico e conduttore per la quinta volta in assoluto. Non per “dimostrare qualcosa” ma per farlo, semplicemente, con gioia, energia ed entusiasmo. Un Festival che vedrà la storia della Musica Italiana tutta concentrata sul palco dell’Ariston nello stesso Festival, il 76°, per cui, preparate i fazzoletti, qui si prevedono emozioni uniche!
Da Firenze all’Ariston: una storia lunga quarant’anni
Carlo Conti nasce a Firenze il 13 marzo 1961. Perde il padre a soli diciotto mesi. Si diploma in ragioneria con sessanta su sessanta, trova un posto fisso in banca e poi lascia tutto per inseguire la radio. Fine degli anni Settanta, prime radio fiorentine, un microfono davanti, il resto è storia.
È lì che incontra Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, con cui costruisce un sodalizio artistico e umano che dura ancora oggi. Nel 1985 arriva in Rai, e da quel momento il suo percorso non si interrompe più: Domenica In, L’Eredità, I Migliori Anni, Tale e Quale Show. Programmi diversi, pubblici diversi, ma sempre lo stesso filo conduttore, la capacità di fare televisione con misura, calore e professionalità autentica. Empatia con il pubblico, che è poi quell’empatia che abbiamo amato anche nei suoi Festival di Sanremo da Conduttore e Direttore Artistico.
Sanremo: non un’avventura, una vocazione
Nel 2015, dopo anni lontano dall’Ariston, viene chiamato a raccogliere una responsabilità importante. Lo fa con tre edizioni consecutive 2015, 2016, 2017 portando sul palco momenti che sono entrati nella memoria collettiva.
Attenzione, molti di voi siete legati molto ad Amadeus, ma ripeto, attenzione, essere onesti su questo non significa sminuire chi è venuto prima o dopo. Ogni direttore artistico ha portato la propria visione e il proprio tempo al Festival. Il punto è che Carlo Conti sa leggere il pubblico, sa costruire una serata, sa scegliere le persone giuste. E lo fa con una naturalezza che non si improvvisa. Non si impara. Semplicemente ci si nasce. Chiamasi talento innato.
Nel 2017, al termine della sua terza edizione consecutiva, mostrò alla conferenza stampa finale il bonifico da 100.000 euro l’intero compenso netto della conduzione versato alla Protezione Civile per le vittime del terremoto del Centro Italia. Aveva voluto tenerlo per sé. Lo rese pubblico solo perché le polemiche e via dicendo lo costrinsero praticamente a farlo. Un gesto che non ha bisogno di aggettivi. Assolutamente.
“Lo fai con più gioia, non devi dimostrare più niente”
A dicembre 2025, in occasione di Sarà Sanremo, Carlo Conti ha dedicato qualche minuto ai microfoni di SanremoSpia con quella serenità che solo l’esperienza sa dare. Alla domanda se questa edizione fosse più emozionante delle precedenti, ha risposto senza esitare:
“No, no, ogni volta che ne faccio una vengo ancora con più serenità e con più leggerezza. Lo fai sempre con maggior sicurezza e soprattutto perché ogni volta non devi dimostrare più niente, quindi la fai ancora con più gioia.”
👉 Leggi la mini intervista esclusiva di SanremoSpia a Carlo Conti
Parole che raccontano un uomo arrivato a un punto preciso della propria carriera: nessuna ansia, nessuna pressione. Solo la consapevolezza di chi sa fare bene il proprio mestiere e lo fa con piacere genuino. E questo, miei cari lettori, arriva. Arriva davvero al cuore!

Il filo che unisce tutto: l’omaggio a Pippo Baudo
Sanremo 2026 ha un’anima precisa, e Carlo Conti non l’ha nascosta. Questa edizione è idealmente dedicata a Pippo Baudo il maestro, il più grande scopritore di talenti che il Festival abbia mai avuto.
E la scelta degli ospiti (secondo il nostro punto di vista) potrebbe non essere casuale. Al suo fianco come co-conduttrice fissa per tutte le cinque serate ci sarà Laura Pausini. Scriverlo è gia emozionante.. andiamo avanti. Sul palco si alterneranno Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti e, (devo prendere fiato) nella serata finale di sabato 28 febbraio, Andrea Bocelli a sette anni dalla sua ultima apparizione all’Ariston.
Pausini, Ramazzotti e Bocelli: tre nomi, tre carriere mondiali, tre artisti scoperti e lanciati proprio da Pippo Baudo sul palco del Teatro Ariston. «Dedichiamo questa edizione proprio a lui».
Un filo conduttore che trasforma una semplice lista di ospiti in qualcosa di più profondo: un atto di gratitudine verso chi ha fatto grande questo Festival.
La squadra: visione, modernità, continuità
Accanto alla scelta degli ospiti, Carlo Conti ha costruito una squadra che racconta altrettanto bene la sua visione. Affidare la conduzione delle Nuove Proposte a Gianluca Gazzoli già volto di Sanremo Giovani 2025 su Rai 2 è una scelta di continuità intelligente e di fiducia concreta verso i professionisti giusti. Come abbiamo raccontato nel nostro articolo dedicato, non un nome pescato a caso, ma la conferma di chi aveva già dimostrato di saper stare su quel palco.
Cinque edizioni: un numero che parla da solo
Sanremo 2026 è la quinta edizione di Carlo Conti. Ha lasciato intendere che potrebbe essere l’ultima: “Cinque edizioni è un bel numero, un ottimo obiettivo, possono bastare”, avrebbe dichiarato in più occasioni. Se così fosse, sarebbe un addio costruito nel rispetto più alto verso il pubblico, verso gli artisti e verso la RAI con cui il rapporto non è mai stato solo un contratto, ma qualcosa di più. E anche questo, arriva al cuore. Come abbiamo spiegato più volte, Sanremo è immenso perchè RAI riesce a creare, organizzare e valorizzare il Festival di Sanremo in una maniera che non si può descrivere, chi ha la fortuna di fare il nostro lavoro può comprenderlo meglio perchè seguendo il percorso del Festival mettiamo a fuoco effettivamente che “spalloni” ci vogliono per organizzare un evento invidiato nel mondo. A proposito di questo, se volete scoprirne di piu sull’importanza del Festival di Sanremo nel Mondo, vi rimando a questo articolo che abbiamo scritto successivamente la conferenza stampa di Rai, fatta a Sanremo la scorsa settimana. Clicca qui per leggerlo e altri contenuti esclusivi li trovate nei nostri video social.
Qualunque cosa accada, quello che Carlo Conti sta portando a Sanremo 2026 è già lì, davanti agli occhi di tutti: chiarezza, qualità, e quella leggerezza rara di chi non ha più nulla da dimostrare. Solo cose belle da condividere.
XO XO,
SanremoSpia








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