La lunghissima, colorata e tesa notte della Wiener Stadthalle di Vienna si è consumata, regalando all’Europa il verdetto definitivo della settantesima edizione dell’Eurovision Song Contest. Sotto la conduzione di Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, i venticinque Paesi finalisti si sono sfidati fino all’ultimo voto, ma a scrivere la storia è stata una nazione che ha segnato un ritorno memorabile dopo tre anni di assenza.
Ad alzare il prestigioso microfono di cristallo è stata la Bulgaria, che conquista così la sua prima storica vittoria nella manifestazione. Un trionfo travolgente che ha ridefinito gli equilibri della musica pop europea.
Il trionfo della Bulgaria e il podio di Vienna
La regina indiscussa della serata è Dara. L’artista bulgara, in gara con il brano «Bangaranga», ha conquistato il gradino più alto del podio totalizzando ben 516 punti e convincendo in modo unanime sia le giurie nazionali che il pubblico a casa. La sua hit, caratterizzata da un ritmo travolgente e da una coreografia di grande impatto, ha scalato la classifica parziale che già la vedeva in testa al termine del voto dei giurati con 204 punti per poi esplodere grazie ai 312 punti assegnati dal televoto.
Dietro al successo bulgaro, la medaglia d’argento è andata a Israele: il cantautore Noam Bettan, con l’intensa ballata «Michelle», ha conquistato il secondo posto, ottenendo ben 220 punti dal pubblico. A chiudere il podio in terza posizione è la Romania, rappresentata da Alexandra Căpitănescu con il brano «Choke Me», forte anche dei 232 punti incassati dal televoto.
L’ottimo percorso di Sal Da Vinci
E l’Italia? Il nostro Sal Da Vinci, reduce dal trionfo all’Ariston, ha difeso i colori azzurri con una performance straordinariamente emotiva di «Per sempre sì», brano già certificato Disco d’Oro nel nostro Paese. Esibitosi nella posizione numero 22 della scaletta, Sal ha portato sul palco una messa in scena virale arricchita dalla presenza tricolore e da una coppia in abito nuziale.
Il percorso del cantante napoletano è stato solido: al termine del voto delle giurie di esperti l’Italia si trovava in sesta posizione con 134 punti. Il televoto ha poi aggiunto altri 147 punti al bottino azzurro, permettendo a Sal Da Vinci di chiudere ufficialmente al quinto posto della classifica generale. Un risultato eccellente che si piazza subito alle spalle dell’Australia, quarta con Delta Goodrem e la sua potente «Eclipse».
La classifica finale completa
La notte di Vienna si chiude con distacchi netti e alcune sorprese inaspettate nei bassifondi della classifica. Di seguito l’ordine d’arrivo ufficiale e completo di tutti i venticinque Paesi che hanno preso parte all’atto finale della competizione:
- Bulgaria (Dara – «Bangaranga»)
- Israele (Noam Bettan – «Michelle»)
- Romania (Alexandra Căpitănescu – «Choke Me»)
- Australia (Delta Goodrem – «Eclipse»)
- Italia (Sal Da Vinci – «Per sempre sì»)
- Finlandia (Linda Lampenius & Pete Parkkonen – «Liekinheitin»)
- Danimarca (Søren Torpegaard Lund – «For vi går hjem»)
- Moldavia (Satoshi – «Viva, Moldova!»)
- Ucraina (Leléka – «Ridnym»)
- Grecia (Akylas – «Ferto»)
- Francia (Monroe – «Regarde!»)
- Polonia (Alicja – «Pray»)
- Albania (Alis – «Nân»)
- Norvegia (Jonas Løvv – «Ya ya ya»)
- Croazia (Lelek – «Andromeda»)
- Repubblica Ceca (Daniel Žižka – «Crossroads»)
- Serbia (Lavina – «Kraj mene»)
- Malta (Aidan – «Bella»)
- Cipro (Antigoni – «Jalla»)
- Svezia (Felicia – «My System»)
- Belgio (Essyla – «Dancing on the ice»)
- Lituania (Lion Ceccah – «Sòlo quiero màs»)
- Germania (Sarah Engels – «Fire»)
- Austria (Cosmò – «Tanzschein»)
- Regno Unito (Look Mum No Computer – «Eins, zwei, drei»)
Il sipario sulla Wiener Stadthalle cala così, tra i festeggiamenti di Sofia e gli applausi a un grande Sal Da Vinci. La musica europea ha una nuova regina.
XOXO, Sanremo Spia








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