Sanremo Lovers,
sappiamo che parlare di carte bollate e ricorsi non è proprio il massimo della leggerezza, ma quando in ballo c’è il Festival di Sanremo (quello vero, con la maiuscola!), non possiamo certo stare zitti. E allora eccoci qui, a raccontarvi gli ultimi sviluppi della battaglia legale tra la Rai e il Comune di Sanremo per il controllo del brand più iconico della musica italiana.
La sospensiva? Respinta.
Con un’ordinanza pubblicata il 4 aprile 2025, il Consiglio di Stato ha detto no alla richiesta della Rai di sospendere gli effetti della sentenza del TAR Liguria. Sentenza che, lo ricordiamo, a dicembre aveva dichiarato illegittimo l’affidamento diretto alla Rai dell’uso esclusivo del marchio “Festival della Canzone Italiana di Sanremo”.
Il motivo del rifiuto? L’udienza di merito è già fissata per il 22 maggio 2025, quindi secondo i giudici non ci sono motivi d’urgenza (il famoso periculum in mora) per intervenire prima.
In parole povere: per ora la situazione resta quella decisa dal TAR, e la Rai dovrà aspettare il verdetto definitivo.
Un Festival… da mettere a bando?
Tutto ha avuto inizio quando il TAR ha stabilito che il Comune non poteva affidare in modo diretto alla Rai l’organizzazione del Festival, ma avrebbe dovuto aprire una gara pubblica, nel rispetto dei principi di concorrenza e trasparenza.
Secondo i giudici, il marchio “Festival di Sanremo” è un bene economico del Comune e come tale va concesso seguendo precise regole, anche per garantirne il massimo ritorno economico. Da qui, la necessità di una gara tra operatori del settore per le edizioni future.
La Rai, da parte sua, sosterrebbe che la sentenza riguarderebbe solo il brand e alcuni servizi ancillari, mentre la vera titolarità del Festival resterebbe comunque in mano all’azienda di Viale Mazzini. Ma è proprio questa visione ad aver spinto la Rai a fare ricorso.
E ora? Tutti in attesa di maggio
Nel frattempo, il Comune di Sanremo si sta muovendo: è stata avviata una procedura di gara per le edizioni 2026, 2027 e 2028 del Festival, con possibile proroga di due anni. Il nuovo partner dovrà garantire almeno 6,5 milioni di euro (1,5 in più rispetto all’attuale convenzione) e farsi carico di tutti i costi organizzativi, incluso un palco esterno stile “Suzuki Stage”.
Tra le alternative in caso di gara? Si è parlato più volte di Warner Bros Discovery. E se la Rai perdesse? Secondo alcune indiscrezioni, starebbe già preparando un Festival della Musica Italiana alternativo, che, grazie alla sua affiliazione con l’EBU, potrebbe comunque mandare un rappresentante all’Eurovision Song Contest. Si è molto parlato di Torino, niente di certo per adesso.
Insomma, Sanremo Lovers, ci aspetta una primavera calda. Non solo per il meteo, ma per tutto quello che potrebbe cambiare nel futuro del Festival più amato d’Italia. Noi siamo con la RAI. Siamo con il Festival in RAI. Infatti, abbiamo anche lanciato una petizione per sostenere la permanenza del Festival di Sanremo nella sua sede storica e sotto l’organizzazione della Rai.
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L’organizzazione del Festival di Sanremo deve restare alla Rai
Xo Xo, Sanremo Spia.








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