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Da ballerino a Sanremo: la storia di Stefano De Martino, passo dopo passo
Ci sono storie che vale la pena raccontare senza correre Ci sono persone che, quando diventano molto famose, rischiano di…

Redazione Sanremo Spia

1 Settembre 2026
Da ballerino a Sanremo: la storia di Stefano De Martino, passo dopo passo
Ci sono storie che vale la pena raccontare senza correre Ci sono persone che, quando diventano molto famose, rischiano di…

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1 Settembre 2026
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Ci sono storie che vale la pena raccontare senza correre

Ci sono persone che, quando diventano molto famose, rischiano di essere raccontate soltanto attraverso il punto in cui sono arrivate. Succede spesso: guardiamo il successo e dimentichiamo il percorso. Guardiamo il palco e ci dimentichiamo delle prove. Guardiamo il conduttore che oggi entra in uno studio televisivo e dimentichiamo il ragazzo che, molti anni prima, cercava semplicemente il proprio posto nel mondo.

La storia di Stefano De Martino, per noi, merita di essere raccontata diversamente.

Non perché sia una storia perfetta. Non perché ogni passaggio sia stato semplice. E nemmeno perché oggi sia arrivato a uno dei traguardi più importanti che un professionista della televisione italiana possa immaginare. Merita di essere raccontata perché, se si torna davvero indietro nel tempo, si scopre un percorso fatto di cambiamenti, studio, tentativi, occasioni colte e soprattutto della capacità di non rimanere per sempre dentro il primo ruolo che il pubblico gli aveva assegnato.

Oggi Stefano è il volto di Affari Tuoi e sarà il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2027, in programma dal 16 al 20 febbraio. Ma prima di arrivare lì c’è stata una strada molto più lunga.

E allora vale la pena percorrerla dall’inizio. Mettetevi comodi.

Prima della televisione c’era la danza

Stefano De Martino nasce a Torre Annunziata il 3 ottobre 1989. La danza entra nella sua vita quando è ancora bambino: a dieci anni comincia a muovere i primi passi, anche grazie alla passione trasmessagli dal padre. Quello che all’inizio è un interesse diventa progressivamente qualcosa di molto più serio, alimentato da concorsi, premi e dalla volontà di trasformare una passione in un vero percorso professionale.

Nel 2007 arriva una delle prime grandi occasioni: Stefano vince una borsa di studio al Broadway Dance Center di New York. È un passaggio importante, perché proprio negli Stati Uniti si avvicina alla danza moderna e contemporanea e incontra la coreografa Macia Del Prete, con la quale lavorerà nella Oltre Dance Company.

È una parte della sua storia che spesso rischia di essere messa in secondo piano quando si parla del De Martino televisivo. E invece è fondamentale, perché racconta un ragazzo che prima ancora di avere una telecamera davanti aveva scelto di studiare il proprio mestiere.

Poi arriva il 2009 e arriva Amici di Maria De Filippi.

Stefano entra nella scuola come ballerino e, durante quell’esperienza, conquista un contratto con la Complexions Contemporary Ballet. Quel contratto lo porta a partecipare a un tour internazionale che tocca Nuova Zelanda, Australia e Hawaii. Non è ancora il volto televisivo che conosciamo oggi: è un ballerino che sta cercando di costruirsi una strada attraverso il proprio talento e il proprio lavoro.

Nel 2010 torna ad Amici, ma con un ruolo completamente diverso: diventa ballerino professionista. Inizia anche la sua attività come coreografo e insegnante di danza. Nel 2011 arriva un’altra esperienza significativa, quando interpreta Enea nel balletto Cassandra di Luciano Cannito, al fianco di Rossella Brescia.

E forse, già qui, c’è un primo elemento che accompagnerà tutta la sua carriera: Stefano non sembra avere fretta di essere una sola cosa.

Prima ballerino, poi professionista, poi insegnante, poi coreografo. E intanto la televisione continua a guardarlo. Ad amarlo.

Amici e la scoperta di un altro palcoscenico

Il rapporto con Amici non finisce con la danza.

Dal 2015 Stefano ricopre il ruolo di supporter insieme a Marcello Sacchetta, entrando ancora di più dentro il meccanismo televisivo del programma che lo aveva fatto conoscere al pubblico. Nello stesso anno è capitano della squadra “Gli incredibili” nella prima edizione di Pequeños Gigantes. Nella stagione 2016-2017 diventa poi uno dei mentori di Selfie – Le cose cambiano, programma condotto da Simona Ventura.

Sono esperienze che, viste oggi, possono sembrare semplicemente una successione di programmi televisivi. Ma raccontano qualcosa di più interessante: il momento in cui Stefano comincia ad allontanarsi progressivamente dall’immagine del solo ballerino.

La televisione gli chiede di parlare, relazionarsi con gli ospiti, stare dentro una dinamica di gruppo, improvvisare e soprattutto capire che cosa significhi avere una responsabilità davanti a una telecamera.

Non è ancora arrivato il conduttore.

Ma il conduttore sta imparando a nascere. Scrivo ed ho i brividi ragazzi, è come una piccola piantina, che annaffiandola cresce fino a dare frutti deliziosi.

E questa, probabilmente, è una delle parti più importanti della sua storia: non ha semplicemente cambiato mestiere da un giorno all’altro. La televisione è diventata progressivamente un’altra palestra.

a gavetta televisiva e il momento in cui cambia tutto

Nel 2018 arriva un altro passaggio significativo: Stefano diventa inviato de L’Isola dei famosi. Poi, nel 2019, il percorso Rai comincia a prendere forma con Made in Sud e con Stasera tutto è possibile. Negli anni successivi arriveranno anche altri appuntamenti e nuove responsabilità. La sua esperienza davanti alle telecamere cresce e, insieme a quella, cresce anche la consapevolezza di stare costruendo un mestiere nuovo.

È proprio in questo periodo che Stefano racconta con grande chiarezza il proprio rapporto con la conduzione. Al RadiocorriereTV spiegò che, secondo la sua esperienza, per fare televisione non esiste una vera scuola e che il mestiere si impara soprattutto sul campo, attraverso errori ed esperimenti. Descrive inoltre il conduttore come una sorta di giocatore che deve saper fare l’assist agli altri, lasciando spazio agli ospiti e ai protagonisti dello spettacolo.

È una riflessione che, riletta oggi, assume un significato particolare.

Perché Stefano non arriva alla conduzione dicendo di sapere già tutto. Al contrario, parla della necessità di imparare, provare e costruire una propria identità. Ed è probabilmente proprio questa disponibilità a mettersi in gioco che gli permette di attraversare una fase decisiva della sua carriera.

Nel frattempo consolida il suo rapporto con Stasera tutto è possibile, programma nel quale tornerà più volte alla guida del comedy show di Rai 2. Tangibile è sempre stato il suo desiderio di sperimentare e di confrontarsi con la televisione come mestiere, non semplicemente come luogo della notorietà.

Poi arriva Bar Stella.

Bar Stella, il ritorno a casa e la costruzione di uno stile

Nel 2021 Stefano porta su Rai 2 Bar Stella, un programma che prende il nome dal bar della sua famiglia a Torre Annunziata. È un progetto particolare perché, questa volta, dentro la televisione entra anche una parte della sua memoria personale.

Il locale viene ricostruito televisivamente attraverso fotografie e oggetti legati alla storia del vero bar. Il RadiocorriereTV racconta proprio il legame emotivo di Stefano con quel luogo e con il nonno, restituendo l’immagine di uno spazio nel quale era cresciuto e che aveva rappresentato una parte importante della sua quotidianità.

È forse uno dei momenti in cui il pubblico comincia a conoscere un De Martino diverso. Non soltanto il ragazzo diventato famoso attraverso un talent, ma un uomo che prova a mettere dentro la televisione qualcosa della propria storia, della propria ironia e del proprio modo di guardare allo spettacolo.

Negli anni successivi continua a sperimentare. Arrivano TIM Summer Hits, altri programmi televisivi e, soprattutto, il teatro con “Meglio Stasera – Quasi One Man Show”, progetto nel quale mette insieme racconto, musica, danza e intrattenimento.

E anche qui c’è una specie di cerchio che si chiude.

La danza, che aveva rappresentato l’inizio, torna a essere parte dello spettacolo. Il ragazzo che aveva imparato a stare sul palco con il corpo comincia a raccontarsi anche attraverso le parole.

Non è più soltanto una questione di saper condurre.

È una questione di avere qualcosa da raccontare.

Affari Tuoi e il sogno dell’Ariston

Nel 2024 arriva una delle sfide più importanti: Affari Tuoi.

Stefano diventa il nuovo conduttore del programma di Rai 1 e si ritrova davanti a una responsabilità completamente diversa. Non si tratta più soltanto di guidare uno show o di giocare con l’intrattenimento: Affari Tuoi vive soprattutto attraverso le persone comuni, le loro storie, le emozioni e il rapporto che si crea con chi sta dall’altra parte dello schermo.

RaiPlay lo indica come conduttore del programma anche nella stagione 2025-2026.

E in questa nuova fase arriva forse la consacrazione più evidente del percorso televisivo.

Stefano non è più semplicemente “quel ballerino di Amici”.

È diventato un conduttore con una propria identità. E, abbiamo appena visto, che la gavetta è stata lunga, intensa.

E poi? No, non la canzone di Giorgia… E poi, arriva Sanremo.

Il Festival di Sanremo 2027 si svolgerà dal 16 al 20 febbraio e Stefano De Martino è stato ufficialmente indicato dalla Rai come conduttore e direttore artistico della 77ª edizione.

È difficile non fermarsi un momento davanti a questo traguardo e n o r m e.

Perché il ragazzo che a dieci anni iniziava a ballare non poteva sapere che, molti anni dopo, avrebbe avuto la responsabilità di guidare il Festival della canzone italiana.

Ma forse la parte più bella della storia è proprio questa: non ci è arrivato direttamente.

Ci è arrivato passando da New York, dalla danza, da Amici, dai tour, dalle coreografie, dai programmi televisivi, dalle prove, dagli errori, dai palchi più piccoli e da quelli più grandi.

È arrivato facendo una cosa che sembra semplice e invece è difficilissima: cambiare senza perdere completamente se stesso.

Stefano, questa volta permettici di parlare a te

Arrivati alla fine di questo articolo, noi vorremmo evitare di fare quello che spesso succede quando si racconta una persona famosa: mettere il risultato davanti alla persona.

Non sappiamo ancora come sarà il tuo Sanremo. Non possiamo sapere quali decisioni prenderai, quali saranno le canzoni, quale sarà il cast e quale sarà la tua impronta sul Festival. Anche se la news dei Maneskin ci ha già riempito il cuore di gioia!

Ma possiamo guardare indietro? Se è produttivo, si.

E guardando indietro vediamo un ragazzo che ha cominciato con la danza, che ha avuto la possibilità di partire per New York, che ha conosciuto il mondo della danza internazionale, che è passato da Amici e che, invece di fermarsi lì, ha continuato a cercare qualcosa di nuovo. Vediamo un ballerino diventare professionista, poi insegnante e coreografo; vediamo arrivare la televisione, prima quasi lateralmente e poi sempre più al centro; vediamo la gavetta, i programmi, il teatro, Bar Stella, Stasera tutto è possibile e infine Affari Tuoi.

E forse è proprio questo che ci piace della tua storia.

Non il punto in cui sei arrivato. Il percorso.

Perché il successo può essere raccontato in mille modi, ma una carriera costruita nel tempo racconta qualcosa di più intimo: racconta quanto una persona abbia avuto voglia di imparare.

Tu stesso hai parlato della televisione come di un mestiere che si impara sul campo. E forse, a modo nostro, è proprio quello che abbiamo visto succedere in questi anni.

Adesso arriva l’Ariston. Un palco che, per un italiano che ama la televisione e la musica, ha un peso particolare. E nel tuo caso avrà anche un significato ancora più grande: non sarai lì soltanto per condurre. Sarai chiamato a costruire un Festival.

È una responsabilità enorme. Ma è anche il risultato di una strada che non è cominciata ieri.

E allora, Stefano, quando arriverà quella prima serata e le telecamere saranno accese, forse per un attimo potresti guardare quel palco e ricordarti di tutto quello che c’è stato prima.

Il bambino che ballava.

Il ragazzo di Torre Annunziata.

New York.

Amici.

I primi palchi.

La danza.

La televisione.

Gli errori.

Le occasioni.

Le persone incontrate lungo il cammino.

Tutto quello che ti ha portato fin lì.

Noi non sappiamo se il tuo Sanremo sarà il più bello di sempre. E non sarebbe nemmeno giusto prometterlo. Veniamo da edizioni meravigliose condotte da Amadeus e dal grande Carlo Conti. Non sarà facile.

Sappiamo però che sarà il tuo primo Sanremo.

E forse, in fondo, è proprio questo che conta.

Perché il ragazzo che un tempo sognava di vivere di danza oggi si trova davanti a un sogno completamente diverso.

E noi, questa volta, vogliamo semplicemente augurarti di viverlo.

Con la leggerezza di chi sa ridere, la sensibilità di chi sa ascoltare e quella voglia di imparare che ti ha accompagnato fin dall’inizio.

Il prossimo capitolo si scrive all’Ariston.

E noi saremo lì a leggerlo. 🧡

XOXO, SanremoSpia

PH: Dal profilo Instagram di Stefano

A cura di Redazione Sanremo Spia

La voce esperta e appassionata sul Festival di Sanremo, che racconta gossip, curiosità e novità. Il nostro team dedicato lavora tutto l’anno per offrirti scoop esclusivi, approfondimenti accurati e contenuti sempre aggiornati, mettendo al centro la musica e i protagonisti della kermesse più amata d’Italia.

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