Una notizia che ci addolora profondamente.
È morto Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco e figura storica della canzone d’autore italiana.
L’annuncio è arrivato dal Direttivo del Club Tenco, che lo ricorda con queste parole: era “l’ultimo dei Rambalderos ancora nel Club Tenco”. L’ultimo cioè di quei ragazzi che Amilcare Rambaldi il fondatore del Club aveva voluto accanto a sé fin dall’inizio per dar vita alla sua creatura.
L’ala creativa del Club Tenco
Dentro l’associazione, Sergio ha sempre rappresentato l’ala creativa, facendosi promotore di molte intelligenti iniziative discografiche ed editoriali, anche grazie alle quali ha saputo e voluto costruire attorno al Club una solida rete di amici dalla più diversa provenienza: cantautori soprattutto, discografici, ma anche intellettuali di varia estrazione e formazione in qualche modo appassionati o legati alla canzone d’autore, artisti dei vari campi: dalla pittura al fumetto.
Storica la sua amicizia col compagno d’avventure Sergio Staino.
“Cose di Amilcare” e il legame con la Spagna
A sua volta, aveva fondato a Barcellona l’associazione “Cose di Amilcare”, la filiale iberica del Tenco. Un ponte tra l’Italia e la Spagna, per diffondere la cultura della canzone d’autore oltre i confini nazionali.
Il rilancio della Rassegna dal 2017
Diventato direttore artistico del Club Tenco nel 2017, è stato il principale artefice del rilancio e del rinnovamento della vita del Club.
Convincendo i colleghi del Direttivo a impostare le attività del Club lavorando per progetti e dedicando ogni edizione della annuale Rassegna della Canzone d’Autore ad un tema, nell’affrontare il quale la canzone fosse utilizzata come strumento di analisi e di approfondimento.
Una visione moderna, intelligente, che ha ridato slancio e significato a una delle istituzioni più importanti della musica italiana.
“Una intelligenza guizzante, geniale”
Il Direttivo del Club Tenco lo ricorda così: “Una intelligenza guizzante, geniale e, come tutte le intelligenze geniali, segnata da una vena di simpatica follia”.
Parole che raccontano di un uomo che ha saputo guardare lontano, costruire ponti, immaginare futuro. E che ha lasciato un segno profondo in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e lavorare con lui.
Sit illi terra levis. Che la terra gli sia lieve.
Con rispetto e gratitudine, SanremoSpia
📸 Fabrizio Fenucci







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