Consiglio di Stato: sarebbe illegittimo l’affidamento diretto alla RAI, servirebbe evidenza pubblica
Breaking News per tutti i Sanremo Lovers: una sentenza del Consiglio di Stato potrebbe cambiare le regole del gioco per il nostro amato Festival
Il mondo del Festival di Sanremo potrebbe prepararsi a vivere una rivoluzione senza precedenti. Secondo quanto riportato da fonti del settore, la sentenza 5602/2025 del Consiglio di Stato avrebbe dichiarato illegittimo l’affidamento diretto alla RAI dell’organizzazione e sfruttamento economico del Festival della Canzone Italiana, aprendo scenari inediti per il futuro della kermesse sanremese.
La scintilla che avrebbe acceso il dibattito
Tutto sarebbe iniziato nel marzo 2023, quando una società di edizione musicale avrebbe trasmesso al Comune di Sanremo una manifestazione d’interesse per acquisire i diritti di sfruttamento economico e commerciale del Festival e del relativo marchio. Un gesto che potrebbe aver fatto tremare le fondamenta di un rapporto consolidato da decenni tra la città dei fiori e Viale Mazzini.
La vicenda metterebbe in luce una questione cruciale: il Festival di Sanremo sarebbe un bene pubblico che appartiene alla collettività e il suo sfruttamento non potrebbe avvenire in via esclusiva senza rispettare i principi di trasparenza e concorrenza.
Le argomentazioni che sarebbero state bocciate dal Consiglio di Stato
Il Comune di Sanremo avrebbe tentato di difendere l’affidamento diretto alla RAI con tre linee argomentative, tutte respinte dai giudici:
1. Patrimonio culturale immateriale UNESCO: Il Collegio avrebbe escluso che il Festival possa essere ricondotto a questa categoria, evidenziando l’assenza di ritualità comunitaria e riconoscimento formale necessari.
2. Cooperazione istituzionale atipica: Anche questa tesi sarebbe stata bocciata, con il Consiglio che avrebbe rilevato come l’assenza di una formale e motivata scelta di modello organizzativo escluda tale configurazione.
3. Esclusione dal Codice dei contratti pubblici: I giudici avrebbero chiarito che l’oggetto della concessione non sarebbe un “programma televisivo”, bensì l’uso esclusivo di un marchio pubblico e l’organizzazione di una manifestazione autonoma.
Sanremo oltre la televisione: un evento di titolarità pubblica
Il punto centrale della sentenza ruoterebbe attorno a una distinzione fondamentale: il Festival di Sanremo sarebbe un evento autonomo di titolarità pubblica, distinto dal format televisivo che lo ha tradizionalmente veicolato. Il marchio “Festival della Canzone Italiana”, registrato e detenuto dal Comune di Sanremo, costituirebbe un bene immateriale pubblico.
Questa distinzione potrebbe avere implicazioni enormi per il futuro del Festival: significherebbe che l’organizzazione dell’evento può essere separata dalla sua produzione televisiva, aprendo la strada a nuove forme di gestione e partnership.
I successi passati non basterebbero più
La sentenza sarebbe chiara: l’evidenza pubblica dovrebbe rimanere la regola. Il consolidato rapporto storico con RAI, il successo delle passate edizioni o l’affinità culturale tra l’emittente e l’evento non sarebbero elementi sufficienti per giustificare un affidamento diretto.
Come sottolineerebbero i giudici, l’infungibilità del servizio non sarebbe stata dimostrata, né sussisterebbero peculiarità tali da impedire la concorrenza. In assenza di una scelta formalizzata che riconosca l’inscindibilità tra produzione televisiva e gestione dell’evento, la rinnovata convenzione con la RAI si configurerebbe come una prassi consolidata priva di base normativa.
Cosa potrebbe significare per il futuro del Festival
Questa sentenza non significherebbe necessariamente la fine del rapporto tra RAI e Sanremo, ma imporrebbe nuove regole del gioco. Il Comune dovrebbe ora valutare se:
- Procedere con un bando pubblico per l’assegnazione dei diritti
- Riorganizzare la struttura giuridica del Festival
- Definire chiaramente i confini tra evento live e produzione televisiva
Le implicazioni per i Sanremo Lovers
Per tutti noi che seguiamo il Festival con passione, questa sentenza apre scenari affascinanti:
- Nuove forme di organizzazione: Altri operatori potrebbero entrare in scena, portando innovazione e nuove idee
- Maggiore trasparenza: I criteri di gestione dovranno essere pubblici e verificabili
- Potenziale diversificazione: L’evento potrebbe svilupparsi su più piattaforme e canali
Il verdetto finale
Il Consiglio di Stato avrebbe mandato un messaggio chiaro: anche eventi simbolici e consolidati come il Festival di Sanremo dovrebbero rispettare le regole fondamentali del diritto pubblico. La trasparenza, la parità di trattamento e la concorrenza non sarebbero optional, ma pilastri imprescindibili della gestione dei beni pubblici.
Il Festival di Sanremo si preparerebbe quindi a voltare pagina, mantenendo la sua essenza ma adeguandosi alle esigenze di un mondo sempre più attento alla trasparenza e alla concorrenza. Per noi di Sanremo Spia, sarebbe l’inizio di una nuova era da raccontare con ancora maggiore passione e attenzione.
Continua a seguire Sanremo Spia per tutti gli aggiornamenti su questa vicenda che potrebbe cambiare per sempre il volto del nostro amato Festival!
Xo xo, SanremoSpia








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