Ci sono canzoni che raccontano una stagione. E poi ci sono stagioni che, in qualche modo, finiscono dentro una canzone.
Per Erick Panini, «Mademoiselle» non è soltanto un brano estivo. Dietro il mare, le notti d’agosto e l’atmosfera più romantica e spensierata si nasconde un concetto molto più profondo: quello della leggerezza.
Una parola che, come racconta lo stesso artista nella nostra intervista, non deve essere confusa con la superficialità.
SanremoSpia ha scambiato qualche battuta con Erick Panini per parlare di musica, delle sue origini brasiliane e di quel percorso personale che lo ha portato, passo dopo passo, a ritrovare sé stesso anche attraverso le canzoni.
«Leggerezza non significa superficialità»
Alla nostra domanda su quale emozione vorrebbe lasciare a chi ascolta «Mademoiselle» per la prima volta, Erick parte proprio da una riflessione sulla parola che più di tutte attraversa il brano.
«Per me leggerezza è una parola dal significato molto importante e bisogna ben distinguerla dalla superficialità connotazione simile ma come dice la parola stesso più superficiale e pericolosa. Pirandello diceva che “bisogna planare sulle cose dall’alto, senza macigni sul cuore” e così cercava di descrivere un emozione che mi piace molto e vorrei rimanesse in modi affini ma attraverso la musica.»
Ed è forse proprio qui che si può trovare una delle chiavi per entrare nel mondo di «Mademoiselle»: vivere le emozioni senza trasformarle necessariamente in un peso.
La leggerezza, quindi, non come fuga dalla realtà. Ma come modo di attraversarla senza portarsi sempre addosso «macigni sul cuore».
Rio de Janeiro, il mare e quel legame che «bagna l’anima»
Le origini di Erick sono inevitabilmente parte della sua identità.
Nato a Rio de Janeiro, il cantautore racconta un legame profondissimo con la sua città e soprattutto con il mare, un elemento che sembra andare ben oltre un semplice ricordo.
«Periodo genero è la mia città e sarà sempre indelebile, presente in ogni mio testo E in ogni parte del mio essere. fin da quando sono piccolo per di più vado al mare coi nonni e lì ho capito che c’è qualcosa che mi appartiene e che mi bagna l’anima ogni volta che mi immergo in quell’acqua salata.»
Un’immagine potente e quasi viscerale, quella dell’acqua salata che «bagna l’anima».
Forse è anche da qui che nasce quella particolare atmosfera che attraversa «Mademoiselle»: il mare come luogo fisico, certo, ma anche come spazio emotivo. Un posto in cui ritrovare qualcosa che appartiene profondamente a sé stessi.
«La parte più difficile è ricongiungersi con sé stessi»
Ma è nell’ultima risposta che Erick Panini entra nella parte più personale del suo percorso.
La sua storia, come raccontato anche nel comunicato che ha accompagnato l’uscita del brano, è stata tutt’altro che semplice. E alla domanda sulla difficoltà più grande affrontata lungo il suo cammino, la sua risposta parla soprattutto di una ricerca interiore.
«Chi lo ha vissuto sa che tante volte la parte più difficile è ricongiungersi con se stessi e il mio passato mi ha messo a dura prova in questo ma la fatica è il percorso sono stati fondamentali per poter trovare me stesso e riuscire ora a esprimermi attraverso la musica come voglio dicendo ciò che spero possa essere utile anche a tanti altri che ancora sono in cerca di loro stessi.»
Parole che raccontano qualcosa che va oltre la musica.
Per Erick, il percorso più difficile sembrerebbe essere stato proprio quello verso sé stesso. E forse è anche questo il senso più autentico di una canzone: prendere ciò che si è vissuto, anche quando è stato difficile, e trasformarlo in qualcosa che possa parlare a qualcun altro.
Perché, come suggeriscono le sue parole, là fuori potrebbe esserci sempre qualcuno ancora «in cerca» di sé stesso.
E magari una canzone, nel momento giusto, può diventare anche un piccolo punto da cui ricominciare.
XOXO, Sanremo Spia








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