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Intervista a Nico Sordelli: «Quel giorno sarà un lutto per la musica mondiale»
A volte una storia sembra perfetta. C’è intesa, c’è attrazione, magari anche quel tipo di complicità che fa pensare che…

Marco Bove

5 Settembre 2026
Intervista a Nico Sordelli: «Quel giorno sarà un lutto per la musica mondiale»
A volte una storia sembra perfetta. C’è intesa, c’è attrazione, magari anche quel tipo di complicità che fa pensare che…

Marco Bove

5 Settembre 2026
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A volte una storia sembra perfetta. C’è intesa, c’è attrazione, magari anche quel tipo di complicità che fa pensare che qualcosa possa davvero nascere.

Eppure, non sempre due persone stanno vivendo la stessa storia.

È proprio da questo conflitto che nasce «Dubbi», il brano di Nico Sordelli che racconta una relazione in cui i sentimenti non sembrano viaggiare esattamente alla stessa velocità.

Da una parte c’è chi vorrebbe costruire qualcosa. Dall’altra chi preferisce vivere il presente senza dare un nome a quello che sta accadendo.

SanremoSpia ha scambiato qualche battuta con il cantautore milanese, che ci ha raccontato il suo rapporto con i «no», l’importanza delle parole nella musica e quello che, secondo lui, dovrebbe continuare a rendere speciale una canzone anche in un futuro sempre più dominato dalla tecnologia.

Quando un «no» arriva senza che te lo aspetti

Accettare che una persona possa provare qualcosa per noi, ma non desiderare la stessa relazione, non è mai semplice.

Nico lo racconta senza nascondere la difficoltà di trovarsi davanti a un rifiuto, soprattutto quando arriva inaspettatamente.

«Credo sia sempre difficile accettare un “no” come risposta, io personalmente faccio sempre molta fatica, ovviamente dipende dal contesto. Per quanto riguarda le relazioni mi è capitato una volta sola di ricevere un “no” che mi ha lasciato davvero k.o. per qualche mese, era inaspettato e non riuscivo a spiegarmelo, però ho capito che probabilmente doveva andare così e non aveva senso forzare qualcosa che probabilmente non avrebbe funzionato, logicamente avrei preferito che lei fosse stata onesta con me sin dall’inizio, ma ormai è andata così, ciò che non ti uccide ti fortifica no?»

Una risposta che, in fondo, sembra contenere anche una delle anime di «Dubbi».

Perché il punto non è soltanto desiderare qualcosa che l’altra persona non vuole. A volte la parte più difficile è capire quando smettere di cercare risposte e accettare che, semplicemente, non tutto può essere forzato.

Raccontare anche le cose difficili senza appesantirle

In «Dubbi», Nico utilizza giochi di parole e contrasti per raccontare una situazione sentimentale tutt’altro che semplice.

Uno degli esempi più rappresentativi è proprio il verso «non chiedi rose ma un rosé», capace di racchiudere in poche parole due modi completamente diversi di intendere una relazione.

Ma per Nico la capacità di raccontare una storia non dipende soltanto da ciò che si dice.

«Secondo me è abbastanza fondamentale che un artista sia in grado di raccontare la situazione più grave del mondo riuscendo a non tralasciare troppa pesantezza, e viceversa sia in grado di raccontare la storia più leggera del mondo come se fosse la cosa più importante, sta tutto nella scelta delle parole, dell’intonazione, del mood della canzone, credo sia un sinonimo dell’essere un artista completo, io personalmente tendo a usare tanti giochi di parole per far passare il senso dei pezzi, lasciando anche un po’ di spazio all’interpretazione, così che chiunque possa ritrovarsi nelle mie frasi.»

Ed è probabilmente proprio questo uno degli elementi che Nico vorrebbe portare nella sua musica: lasciare spazio a chi ascolta.

Una frase può avere un significato preciso per chi l’ha scritta, ma diventare qualcosa di completamente diverso per chi la ascolta. E forse è proprio in quello spazio lasciato libero all’interpretazione che una canzone riesce davvero a diventare personale per tante persone.

«Una chitarra sintetizzata non suonerà mai come mani umane»

Ma è parlando del futuro della sua musica che Nico Sordelli mostra forse la posizione più netta.

Il suo desiderio è quello di essere riconosciuto anche attraverso un elemento preciso: gli strumenti veri.

«Ad oggi credo di essere uno dei pochi artisti che ancora fa musica dal vivo e scrive musica con degli strumenti veri, non demonizzo la tecnologia né le basi interamente elettroniche, ma secondo me perdono un po’ l’anima primordiale della musica, una chitarra sintetizzata o campionata non suonerà mai e poi mai come una chitarra incisa in studio da mani umane, e vorrei che questo sia il mio tratto distintivo, gli strumenti, oltre al timbro della mia voce che credo sia abbastanza particolare nel panorama pop.»

Una visione chiara, che però non si trasforma in un rifiuto totale della tecnologia.

Anche quando si parla di Intelligenza Artificiale, Nico distingue tra uno strumento che può aiutare un artista e uno che rischia di sostituirsi completamente alla creatività umana.

«Sono abbastanza sicuro che l’AI possa fare enormi danni alla musica visto che ormai chiunque può scaricare Suno e creare una canzone intera utilizzando un misero prompt di 4 parole in croce, sono contento che l’utilizzo di strumenti AI sia stato regolamentato e dunque bisogni specificare che un lavoro è stato implementato dall’intelligenza artificiale, spero solo che non passi mai la voglia di fare musica vera, strumenti come Suno possono essere di grandissimo aiuto ai produttori, finché viene utilizzato con quel preciso scopo, dare una mano a realizzare un’idea originale partorita da una mente umana, se cominciassimo ad usare Suno per non dover avere più idee originali e per non fare sforzi, beh credo che quel giorno sarà un lutto per la musica mondiale, e spero non arrivi mai.»

Una posizione forte, quella del cantautore milanese, che mette al centro una parola semplice ma fondamentale: umanità.

La tecnologia può essere uno strumento. Può aiutare, velocizzare e persino accompagnare un processo creativo.

Ma per Nico Sordelli il punto di partenza dovrebbe continuare a essere sempre lo stesso: un’idea, un’emozione e una persona che abbia qualcosa da raccontare.

E in un periodo in cui la musica sta cambiando rapidamente, la sua scommessa sembra essere proprio questa: continuare a cercare la propria identità tra parole, strumenti e mani umane.

XOXO, Sanremo Spia

A cura di Marco Bove

Direttore Marketing di TLC Telecomunicazioni e responsabile editoriale di SanremoSpia.it, il blog che racconta gossip e retroscena del Festival di Sanremo tutto l’anno. Con oltre 10 anni di esperienza nel digital marketing e nella comunicazione, unisce tecnica e storytelling per valorizzare progetti editoriali e brand innovativi.

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