Laura Pausini e la Spagna: un amore che non conosce confini
Appassionati dell’Ariston, è SanremoSpia che vi parla! Ci sono artiste che non invecchiano mai, e Laura Pausini è una di loro. L’undicesima tournée mondiale della cantante di Faenza, IO CANTO / YO CANTO WORLD TOUR 2026/2027, ha appena concluso la sua prima leg spagnola lasciando dietro di sé una scia di sold out e di pubblico in delirio. Non male per una carriera che ha già compiuto 32 anni.
Dalla Spagna con amore: i numeri parlano chiaro
Il tour è partito il 27 marzo da Pamplona, al Navarra Arena, con il primo di una lunga serie di tutto esaurito. Da lì la macchina da guerra di Laura ha attraversato la penisola iberica toccando Tenerife con uno show outdoor all’Estadio Antonio Dominguez davanti a 9.500 persone poi Barcellona al Palau Sant Jordi con 10.000 presenze, Valencia nella nuovissima Roig Arena (12.000 biglietti polverizzati) e infine Madrid al Movistar Arena, altro sold out da 12.000 spettatori. Insomma: la Spagna è caduta ai suoi piedi. Di nuovo.
Le parole di Laura dopo l’ultimo show a Madrid
Emozionata come la prima volta, Laura ha salutato il pubblico spagnolo con parole che arrivano dritte al cuore: “Ho trascorso giorni meravigliosi, voglio ringraziare ancora una volta questa terra perché non è scontato dopo 32 anni di carriera essere accolti da così tanta gente e da così tanto amore. Mi sento privilegiata per quello che vivo ogni volta che torno qui, e non vedo l’ora di ritornare. Come l’Italia anche la Spagna è la mia terra, la mia voce, il mio cuore”.
Un tour doppio: due show, due anime, una sola regina
Quello che rende questo tour davvero unico è la sua struttura. Non uno spettacolo replicato all’infinito, ma due produzioni distinte: la leg latina — quella appena conclusa in Spagna, costruita intorno a YO CANTO 2, l’album di cover in spagnolo uscito il 13 marzo 2026; quella italiana ed europea, che partirà in autunno, dedicata invece a IO CANTO 2, il disco dei grandi cantautori italiani uscito a febbraio. Chi assiste a entrambi vedrà due spettacoli completamente diversi: scenografie, scalette, costumi. Ben 12 cambi d’abito per la sola leg latina, con styling firmato Monica Serani e firme come Elisabetta Franchi, Pinko e Antonio Marras. Non è un tour, è una collezione di esperienze.
La regia artistica è ancora una volta affidata a Luca Tommassini, al fianco di Laura dal 2019, con la direzione musicale di Paolo Carta all’ottavo tour mondiale con l’artista. Il concept scenico nasce da un’idea di Laura stessa: una grande fortezza immersiva, uno spazio a protezione della musica, di cui l’artista si fa guerriera. Sul palco con lei una band di 7 musicisti e 4 coristi, per uno show che ha richiesto oltre 500 ore di prove.
Gli ospiti a sorpresa della leg spagnola
Il tocco in più? Gli ospiti. A Pamplona sono saliti sul palco Rosana (con El Talismán) e Izal (con Pausa). A Barcellona è stato il turno di Antonio Orozco e Monica Naranjo. Il gran finale di Madrid ha visto invece la partecipazione di Pablo Lopez e dell’icona Jeanette, con ¿Por qué te vas?. Ogni serata, una storia diversa.
Prossime tappe: Sud America, USA e poi l’Italia
Il tour non si ferma. Già da questa settimana Laura è in Sud America, con tappe in Uruguay, Argentina, Cile, Perù, Colombia, Ecuador, Costa Rica, Messico, Repubblica Dominicana e Porto Rico molte già sold out. A seguire gli Stati Uniti, da Miami a New York (6 giugno al Madison Square Garden). E poi, finalmente, l’Italia: si parte il 1° ottobre 2026 da Mantova con la data zero, per poi toccare Milano, Torino, Bologna, Firenze e molte altre città, fino agli stadi nell’estate 2027. Il tutto si concluderà nel novembre 2027 tra Londra, Parigi e Amsterdam.








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