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Non solo canzoni: perché Sanremo è diventato una passerella dell’alta moda italiana
Quando si pensa al Festival di Sanremo, il primo pensiero corre inevitabilmente alle canzoni. Eppure, negli ultimi anni, il palco…

Giuseppe Del Prete

5 Agosto 2026
Non solo canzoni: perché Sanremo è diventato una passerella dell’alta moda italiana
Quando si pensa al Festival di Sanremo, il primo pensiero corre inevitabilmente alle canzoni. Eppure, negli ultimi anni, il palco…

Giuseppe Del Prete

5 Agosto 2026
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Quando si pensa al Festival di Sanremo, il primo pensiero corre inevitabilmente alle canzoni. Eppure, negli ultimi anni, il palco dell’Ariston è diventato molto più di una competizione musicale. Accanto agli artisti, ai musicisti e agli autori, sono entrati in scena anche stilisti, maison, sartorie, stylist, hair stylist e make-up artist, trasformando il Festival in uno degli appuntamenti più osservati dal mondo della moda.

Non è un caso che, ogni mattina dopo una serata del Festival, testate come Vogue Italia, Amica, Vanity Fair e numerosi magazine di settore dedichino approfondimenti ai look degli artisti, analizzandone ispirazioni, materiali e significati. Ormai il racconto di Sanremo passa anche attraverso ciò che i cantanti scelgono di indossare.

Dietro ogni abito ci sono settimane di lavoro, fitting, prove, confronti creativi e una precisa strategia d’immagine. Nulla viene lasciato al caso.

Abbiamo scelto di soffermarci su cinque look che, per motivi diversi, ci hanno colpito fin dal primo momento e che, secondo noi, hanno contribuito a raccontare il Festival anche attraverso la moda. Se ci seguite su Instagram, probabilmente li avete già intravisti nelle nostre stories.

Arisa: quando un abito diventa parte del racconto

Se c’è un’artista che ha trasformato la moda in un’estensione della propria canzone, quella è stata Arisa.

A noi, è piaciuta in tutte le serate, stuopenda, un look sempre denso, mai banale. Come raccontato anche da Vogue Italia, il suo percorso stilistico è stato sviluppato insieme alla stylist Rebecca Baglini e alla maison Des_Phemmes, guidata dal direttore creativo Salvo Rizza. Il primo abito, realizzato su misura e impreziosito da oltre mille gocce di cristallo, non era pensato soltanto per stupire, ma per accompagnare il significato di Magica favola, raccontando simbolicamente l’evoluzione della donna descritta nel brano.

Vogue ha dedicato addirittura tre approfondimenti ai look di Arisa durante il Festival, sottolineando come ogni outfit rappresentasse un capitolo del medesimo racconto visivo. Un esempio perfetto di come, oggi, la moda possa diventare parte integrante della narrazione artistica.

Eddie Brock: eleganza contemporanea e sartorialità italiana

Tra le sorprese fashion dell’edizione 2026 c’è stato anche Eddie Brock.

Il cantante ha scelto di salire sul palco dell’Ariston con un outfit firmato Luigi Bianchi Flirt, maison che ha puntato su una sartorialità essenziale, moderna ed elegante.

In un Festival spesso caratterizzato da look scenografici, la sua scelta ha dimostrato come anche la semplicità possa lasciare il segno quando è sostenuta dalla qualità della manifattura italiana. I look di Eddie sono stati cosi “naturali” che siamo riusciti ad apprezzare ancora di piu le sue performance, perchè c’era una affinità notevole tra l’arte della moda e quella del canto.


Dargen D’Amico: uno stile che rompe gli schemi

Tra gli artisti che hanno interpretato la moda con maggiore personalità c’è anche stato Dargen D’Amico.

Il cantante si è affidato alla stylist Rebecca Baglini, la stessa che ha seguito anche Arisa, scegliendo creazioni Mordecai.

È la dimostrazione di quanto il lavoro di uno stylist non significhi imporre un’estetica uguale per tutti, ma costruire identità completamente diverse in base alla personalità dell’artista.

Malika Ayane: uno stile costruito su misura

Anche Malika Ayane rientra tra gli artisti seguiti da Rebecca Baglini durante il Festival, come riportato nello speciale di Vogue Italia dedicato agli stylist di Sanremo 2026.

Più che un singolo abito, è interessante osservare il lavoro di costruzione dell’immagine: ogni scelta viene pensata per valorizzare il carattere dell’interprete e renderlo immediatamente riconoscibile sul palco.

Michele Bravi: la moda come linguaggio artistico

Anche Michele Bravi ha proposto uno dei percorsi stilistici più coerenti dell’edizione.

Come riportato da Vogue Italia, il cantante è stato seguito dalla stylist Susanna Ausoni, una delle professioniste più apprezzate del panorama italiano, una mente creativa unica.

Il suo lavoro ha confermato ancora una volta come il Festival non sia soltanto un luogo in cui si ascoltano canzoni, ma anche uno spazio in cui ogni dettaglio visivo contribuisce a raccontare l’identità dell’artista.

MA Perché Sanremo è diventato anche una passerella della moda italiana

Negli ultimi anni il Festival ha assunto un ruolo sempre più centrale anche per il settore fashion.

Le grandi maison vedono nell’Ariston una vetrina unica, gli stylist iniziano a lavorare mesi prima della manifestazione e le principali riviste di moda seguono ogni serata con la stessa attenzione riservata alle grandi Fashion Week.

È il segno di un cambiamento ormai evidente: oggi Sanremo non è soltanto il luogo dove nasce una canzone, ma anche quello in cui prendono forma tendenze, identità e nuovi linguaggi visivi.

La musica continua naturalmente a rappresentare il cuore del Festival.

Ma, accanto alle note, continuano a sfilare creatività, ricerca, artigianalità e stile. Ed è forse proprio questa straordinaria capacità di unire mondi diversi a rendere il Festival di Sanremo uno degli eventi culturali più completi e affascinanti d’Italia.

QUEST’ANNO CON LA SERATA EUROVISION, POSSIAMO SOLO IMMAGINARE QUANTI E QUALI LOOK MAGNIFICI VEDREMO!

XOXO, Sanremo Spia

A cura di Giuseppe Del Prete

Giuseppe Del Prete. CEO di TLC Telecomunicazioni, operatore nazionale di soluzioni Internet e Telefonia su misura. Con oltre 20 anni di esperienza, guida l’azienda e i suoi progetti editoriali come SanremoSpia.it con visione e passione.

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