Cari lettori, ci sono artisti che attraversano le epoche. E poi c’è Patty Pravo, che le epoche le ha create.
Alla 76ª edizione del Festival di Sanremo (24-28 febbraio 2026), tra i 30 Big in gara c’è un nome che vale da solo una serata intera: Patty Pravo. Sul palco del Teatro Ariston porterà “Opera”, brano scritto per lei dal cantautore siciliano Giovanni Caccamo.
È la sua undicesima partecipazione al Festival. Un traguardo che la porta a eguagliare il record di presenze di Iva Zanicchi, Domenico Modugno, Enrico Ruggeri e Loredana Bertè. E che si inserisce in un 2026 straordinario per lei: quello dei 60 anni di carriera.
“Come immagino Sanremo 2026? Ci devo essere per capirlo”
Come riportato da Vanity Fair (n.7) Patty non lascia spazio a sentimentalismi di circostanza:
«Come immagino Sanremo 2026? Ci devo essere per capirlo. Non è che mi metto a casa a cantare Opera davanti allo specchio. Se ho paura? È un palcoscenico. E qual è il posto migliore per un’artista che fa il mio mestiere, se non un palcoscenico?»
Parole che racchiudono tutto. Nessuna introduzione, nessuna nostalgia, nessuna spiegazione di troppo. Il privilegio assoluto di chi non ha mai avuto nulla da dimostrare.
STORIA DELLA MUSICA ITALIANA, Patty Pravo: la Ragazza del Piper che ha conquistato il mondo
Nata a Venezia il 9 aprile 1948 come Nicoletta Strambelli, Patty Pravo è considerata una delle cinque maggiori protagoniste della canzone italiana degli anni Sessanta e Settanta, insieme a Mina, l’immensa Ornella Vanoni, Iva Zanicchi e Milva.
Con oltre 120 milioni di dischi venduti nel mondo, ha attraversato ogni fase della musica italiana reinventando continuamente la propria identità artistica: da esponente del beat a interprete della canzone d’autore italiana e francese, fino alla sperimentazione del pop rock nelle sue varie declinazioni.
La sua storia inizia nel 1965, quando comincia a esibirsi nei locali veneti con il nome di Guy Magenta. La svolta arriva nel 1966, con il trasferimento a Roma: l’avvocato e agente Alberigo Crocetta la scopre durante una serata al Piper Club, motivo per cui verrà soprannominata per sempre “La Ragazza del Piper”. È il grande Luigi Tenco a contribuire alla scoperta dell’artista, invitandola al proprio tavolo dove si trovava insieme a Renzo Arbore, Crocetta e Gianni Boncompagni, dopo averla avvicinata sulla pista da ballo.
Crocetta la ribattezza Patty Pravo (“un nome veloce come la vita dei giovani”). La stessa cantante dichiarerà di aver scelto il cognome d’arte in riferimento al canto terzo dell’Inferno dantesco: “guai a voi anime prave”, cioè anime malvagie.
Da quel momento, nasce un icona mondiale, “La Ragazza del Piper”.
Nell’autunno 1966 incide per l’etichetta ARC il suo primo singolo “Ragazzo triste”: Si è trattato della prima canzone pop a essere mai trasmessa dall’emittente della Santa Sede.
I grandissimi che hanno scritto per lei
Per Patty Pravo hanno scritto i più grandi nomi della musica italiana e internazionale: Franco Califano, Federico Zampaglione, Lucio Battisti, Paolo Conte, Francesco Guccini, Gino Paoli, Riccardo Cocciante, Francesco De Gregori, Bruno Lauzi, Antonello Venditti, Ivano Fossati, Vasco Rossi, Mango, Lucio Dalla, Vangelis, Ennio Morricone, Ivan Cattaneo, Roberto Vecchioni, Enrico Ruggeri, Franco Battiato, Loredana Bertè, Tiziano Ferro e Gianna Nannini.
Un elenco che non ha bisogno di commenti. E che spiega meglio di qualsiasi altra cosa perché Patty sia considerata l’unica vera diva italiana.
Tra i brani più amati e intramontabili della sua carriera: “La bambola” (1968), “Pazza idea” (1973), “Pensiero stupendo” (1978) e “…e dimmi che non vuoi morire” (1997).
Non è un caso se nel 2014 Lana Del Rey ha dichiarato pubblicamente di ispirarsi alla gestualità di Patty Pravo degli anni Sessanta. Quando una delle più grandi pop star internazionali ti cita come fonte di ispirazione, significa che il tuo impatto va ben oltre i confini nazionali e generazionali.
Undici volte a Sanremo: storia di un legame lungo oltre mezzo secolo
Il rapporto tra Patty Pravo e il Festival di Sanremo è uno dei più intensi e longevi della storia della kermesse. Su dieci partecipazioni precedenti ha raggiunto per nove volte la finale, aggiudicandosi quattro Premi della Critica, l’ultimo dei quali nel 2016 con “Cieli immensi”.
Il percorso completo all’Ariston:
- 1970 – “La spada nel cuore” (con Little Tony)
- 1984 – “Per una bambola”
- 1987 – “Pigramente signora”
- 1995 – “I giorni dell’armonia”
- 1997 – “…e dimmi che non vuoi morire”
- 2002 – “L’immenso”
- 2009 – “E io verrò un giorno là”
- 2011 – “Il vento e le rose”
- 2016 – “Cieli immensi”
- 2019 – “Un po’ come la vita”
- 2026 – “Opera”
“Opera”: album PIENO DI STORIA E scritto dai migliori
Come riportato su Vanity Fair, il brano è arrivato quasi in modo onirico. E Patty sul numero undici ha una visione tutta sua: «Mi piace il numero undici, mi sa tanto di scuola, ma undici è un voto impossibile da avere in classe».
“Opera” è anche il titolo del suo ventinovesimo album in studio, prodotto da Taketo Gohara, che uscirà a marzo 2026. Per questo progetto Patty ha scelto un pool di autori straordinario, ognuno diverso dall’altro per estrazione e sensibilità: Giovanni Caccamo (anche Art Director del concept grafico e visivo dell’album), Giuliano Sangiorgi, Morgan, Serena Brancale, Raphael Gualazzi, Francesco Bianconi, Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina (La Rappresentante di Lista), Marianne Mirage e Andrea Bonomo, Federico Dragogna, Pierpaolo Capovilla, Cristina Donà e Saverio Lanza.
Le undici canzoni che compongono il disco: Opera, Oggi piove, Noi due, Maledetta verità, L’amore impertinente, L’equilibrio, Foto nella mailbox, Ho provato tutto, Cosa vuoi che sia, Ratatan, L’isola.
L’album sarà disponibile in versione CD Maxi con poster, vinile cristallo con poster e vinile rosso trasparente con poster (quest’ultimo in vendita esclusiva durante gli incontri nei musei), oltre che sulle principali piattaforme digitali. Entrambi i poster riportano un’opera di Giovanni Robustelli, pittore, illustratore e sperimentatore siciliano.
Quando le hanno chiesto cosa rappresenta per lei la vanità (nel testo canta “nella vanità io sono musa”), la risposta su Vanity Fair è stata disarmante nella sua semplicità:
«È una bella parola da cantare, suona bene. Per il resto, che ti posso dire, tesoro? Avere i capelli a posto, uscire in modo decente».
E sulla scelta dei musei per la presentazione: «Presentare un disco nei posti dove si vendono dischi mi sembrava un gran pasticcio. I musei, invece, sono luoghi giusti: uniscono la musica alla cultura. Frequentare l’arte fa solo bene. Ma non fatemi un monumento».
La presentazione nei musei italiani
Patty Pravo presenterà “Opera” in alcuni dei più importanti musei italiani, in un’iniziativa che si inserisce nelle celebrazioni per i 60 anni di carriera. Durante ogni appuntamento i presenti potranno partecipare a un incontro con l’artista che racconterà, in dialogo con Giovanni Caccamo, la nascita del disco, seguito da un firmacopie.
Le date:
- 25 marzo – Milano (Gallerie d’Italia)
- 27 marzo – Firenze (Palazzo Medici Riccardi)
- 29 marzo – Roma (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea)
- 31 marzo – Napoli (Gallerie d’Italia)
Un progetto pensato anche per i giovani: uno stimolo a frequentare i musei come luoghi non solo di cultura e arte, ma di incontro, dialogo e crescita.
I look firmati Simone Folco
Per le serate di Sanremo 2026, i look di Patty sono stati realizzati dal suo fedelissimo Simone Folco, classe 1992, al suo fianco dal 2012 come assistente personale, stylist e couturier. Un sodalizio che va ben oltre il rapporto professionale: per Simone, Patty è famiglia. Lavorano insieme ogni giorno da oltre dieci anni, costruendo un linguaggio estetico condiviso che si rinnova di collezione in collezione, di palcoscenico in palcoscenico.
Non è solo chi cura il suo Look! È chi capisce Patty Pravo. Chi sa tradurre in tessuto e ricamo l’essenza di un’artista che non ha mai accettato compromessi sull’immagine. Una persona di fiducia assoluta, discreta, sempre presente nell’ombra per far brillare lei sotto i riflettori.
Come ha confermato Patty stessa su Vanity Fair:
«Li ha realizzati il mio amico, sempre al mio fianco, Simone Folco. Sono ricamati, mi piacciono molto».
Poche parole, come sempre. Ma dette con quella semplicità che in lei vale più di mille descrizioni.
La serata Cover: eleganza pura con Timofej Andrijashenko
Nella serata delle cover di venerdì 27 febbraio, Patty Pravo interpreterà “Ti lascio una canzone” di Gino Paoli e Ornella Vanoni, accompagnata da Timofej Andrijashenko, primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano. Musica e danza in un connubio che promette di essere tra i momenti più eleganti dell’intera serata.
Se vogliamo, anche un grande omaggio a Ornella Vanoni, infatti la stessa Patty scrive sui social:
A Sanremo sul palco con me poteva esserci solo Ornellik.
Nella serata delle cover porterò un omaggio ad una delle più grandi artiste italiane, che ho avuto la fortuna di avere come amica.
@timandrijashenko, il Primo Ballerino della Scala, mi accompagnerà, rendendo tutto più emozionante.
Non vedo l’ora ❤️
“Opera Tour”: nei principali teatri italiani da aprile
Dopo Sanremo e la presentazione nei musei, Patty porterà il nuovo album in tour nei principali teatri italiani con l’“Opera Tour”, prodotto da Antonio Colombi, a partire dall’8 aprile 2026.
Le date annunciate:
- 8 aprile – Firenze (Teatro Verdi)
- 10 aprile – Varese (Teatro Intred)
- 12 aprile – Torino (Teatro Colosseo)
- 20 aprile – Bologna (Teatro Europauditorium)
- 6 maggio – Milano (Teatro Arcimboldi)
- 8 maggio – Cremona (Teatro Infinity 1)
- 10 maggio – Bergamo (Choruslife Arena)
- 14 maggio – Padova (Gran Teatro Geox)
- 17 maggio – Roma (Teatro Brancaccio)
I biglietti sono disponibili sui circuiti di prevendita abituali. Le date potrebbero subire variazioni: per informazioni aggiornate consultare il sito ufficiale TicketOne.
Sessant’anni di una carriera impossibile da imitare
Sessant’anni di carriera. Undici Sanremo. Quattro Premi della Critica. Ventidue milioni di dischi venduti solo con “La bambola”, centoventi in totale nel mondo. Un repertorio firmato dai più grandi cantautori italiani. Una voce inconfondibile. Un’immagine che ha definito l’estetica di un’intera epoca.
Questi numeri dicono qualcosa, ma non dicono tutto. Perché Patty Pravo non è riducibile a una statistica. È un’artista che ha fatto della propria libertà la sua cifra stilistica. Che non ha mai chiesto permesso a nessuno. Che ha attraversato mode, trasformazioni e decenni sempre restando profondamente se stessa.
Ma le prove sono già iniziate, non ci resta che attendere l’inizio del Festival di Sanremo 2026 per ascoltare Patty Pravo ed emozionarci insieme a lei
L’Ariston, l’undicesima volta, è pronto per lei.
XOXO
Sanremo Spia
Ph. https://www.instagram.com/p/DUAyg2njGPw/?img_index=1









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