Tenetevi forte, perché nell’aria c’è profumo di un cambiamento così radicale da far tremare le fondamenta della televisione italiana. Pare proprio che il prossimo Festival di Sanremo targato Stefano De Martino sia pronto a cambiare totalmente faccia, e non stiamo parlando soltanto del tanto chiacchierato ritorno in gara dei grandi Big della musica che avevano deciso di disertare l’ultima edizione guidata da Carlo Conti.
C’è qualcosa di molto più grosso che bolle in pentola, un’indiscrezione bomba che potrebbe riscrivere completamente le regole del gioco a cui siamo abituati da decenni.
L’addio alle cover per un sogno europeo
A lanciare l’indiscrezione è stata la redazione di Dagospia, che ha svelato un potenziale colpo di scena strutturale. Secondo quanto riportato dalla nota testata, il Festival potrebbe rivoluzionare in modo profondo la sua formula classica, arrivando a eliminare la storica e amatissima serata del venerdì sera, tradizionalmente dedicata alle cover e ai duetti. Al suo posto, l’intenzione sarebbe quella di dare vita a una vera e propria competizione a parte, interamente legata all’Eurovision Song Contest.
Ma da dove nasce questa clamorosa richiesta? Dietro le quinte si muovono le major discografiche e la FIMI, le quali avrebbero esplicitamente chiesto alla Rai di strutturare una gara separata per decretare il rappresentante italiano in Europa. L’obiettivo principale di questa mossa è tanto semplice quanto strategico: evitare una volta per tutte il meccanismo automatico secondo cui chi vince a Sanremo riceve di diritto il pass per l’Eurovision Song Contest.
Come funzionerebbe la nuova serata del venerdì
Se questo scenario dovesse concretizzarsi, il venerdì sera dell’Ariston si trasformerebbe in una vera e propria serata Eurovision. Durante questa nuova e inedita diretta, gli artisti in gara non canteranno più i successi del passato insieme a degli ospiti, ma riproporranno al pubblico il proprio brano sanremese. Questa volta, però, lo faranno presentando una versione pensata ed espressamente studiata per il contesto del concorso europeo.
Le esibizioni dei cantanti non saranno semplici esecuzioni, ma verrebbero accompagnate da coreografie complesse, effetti scenici di grande impatto e soluzioni visive chiaramente ispirate allo stile e ai canoni tipici delle produzioni dell’Eurovision. In questo modo, i telespettatori da casa avrebbero la possibilità di valutare e selezionare la canzone ritenuta più adatta per sbarcare in Europa. Tutto questo avverrebbe mettendo momentaneamente da parte la competizione tradizionale del Festival, la quale manterrebbe comunque intatta la sua corsa verso il vincitore assoluto.
Il rischio del doppio binario e la confusione del pubblico
La conseguenza più diretta ed evidente di questa totale rivoluzione strutturale sarebbe la nascita di due competizioni parallele all’interno della stessa settimana. Da un lato avremmo la classica ed emozionante corsa alla vittoria del Festival, che continuerebbe a celebrarsi e a concludersi nella finalissima del sabato sera. Dall’altro lato, invece, si svilupperebbe questa gara interna per conquistare il pass europeo.
I sostenitori di questo progetto sono convinti che un simile meccanismo rappresenti la chiave di volta ideale per convincere un numero decisamente maggiore di artisti di primissimo piano a rimettersi in gioco sul palco dell’Ariston. Tuttavia, sorge spontanea una domanda cruciale: con questa doppia gara simultanea, non si rischierebbe di creare una grandissima confusione nel pubblico a casa? Il pubblico televisivo italiano, infatti, potrebbe non essere così abituato ai meccanismi tecnici dell’Eurovision e rischierebbe seriamente di non comprendere la netta distinzione tra i due tornei, finendo per scambiarli tra loro.
Tra ipotesi di voto e il supporto delle major
Per evitare questo cortocircuito, l’unica soluzione valida potrebbe essere quella di optare per un sistema di voto alternativo per la serata del venerdì. Si potrebbe pensare, ad esempio, di affidare la decisione finale alla stampa oppure a una categoria di esperti creata ad hoc per l’occasione. Certo è che sarebbe senza dubbio splendido se a scegliere l’artista destinato a rappresentare l’Italia all’Eurovision continuassero a essere proprio gli italiani.
È fondamentale sottolineare che, al momento, stiamo parlando esclusivamente di rumors, voci di corridoio e ipotesi di lavoro che non solo devono essere messe a frutto, ma che richiedono studi approfonditi per valutare se si trasformeranno effettivamente in realtà. L’unica cosa che sembra essere data per certa in questo scenario è che le case discografiche sosterranno questo nuovo corso intrapreso da Stefano De Martino con molta più convinzione e forza rispetto a quanto fatto nel corso degli ultimi due anni. Chi vivrà vedrà, ma una cosa è certa: la curiosità è già alle stelle.
XOXO, Sanremo Spia








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