Sanremo Lovers, la Rai dice no: diffida al Comune sui marchi del Festival!
Il Festival di Sanremo rischia di trasformarsi da show canoro a thriller legale. Dopo la pubblicazione del bando per individuare il nuovo partner che potrebbe organizzare e trasmettere la kermesse dal 2026 al 2028, la Rai ha risposto con un colpo di scena: una diffida ufficiale al Comune di Sanremo.
Viale Mazzini alza il muro: “Marchi intoccabili
Secondo quanto emerge, la Rai avrebbe intimato all’amministrazione comunale di non concedere l’uso dei marchi “Festival della Canzone Italiana” e “Festival di Sanremo” ad altre emittenti. Per l’azienda di Viale Mazzini, quei marchi sarebbero legati in maniera indissolubile al format televisivo costruito negli ultimi trent’anni. Quindi, se una rete concorrente dovesse utilizzare un’impostazione simile, si rischierebbe una violazione del diritto d’autore. E se invece il format fosse completamente diverso, si parlerebbe comunque di un uso ingannevole del marchio. Insomma, la Rai non avrebbe alcuna intenzione di mollare il palco. E aggiungiamo che fa bene! Sanremo è Sanremo grazie anche a tutto quello che ha fatto la Rai! Nessuno potrebbe guidare il Festival meglio della Rai. Di questo ne siamo fortemente convinti e sicuri a tal punto da aver iniziato a raccogliere firme per far rimanere il Festival alla RAI! COSA ASPETTI? Clicca qui per scoprire la nostra iniziativa a supporto della rai.
Il bando del Comune sotto i riflettori (e le polemiche)
Il bando pubblicato dal Comune prevede che solo emittenti in chiaro con esperienza nella gestione di grandi eventi possano presentare proposte per diventare partner della manifestazione. Il partner scelto dovrebbe sborsare almeno 6,5 milioni di euro all’anno, più l’1% degli introiti legati a pubblicità e sfruttamento dei marchi. Tra le clausole previste anche una soglia di ascolti che, se non raggiunta, permetterebbe al Comune di interrompere il contratto senza penali: 15 punti percentuali in meno rispetto alla media delle ultime cinque edizioni. Un limite che, con il Festival regolarmente sopra il 60% negli ultimi anni, potrebbe tenere lontani molti pretendenti… tranne forse Mediaset? Ma sembrerebbe che si sia tirata fuori a priori.
La FIMI si fa sentire: ..Senza musica, niente Festival..
Non solo Rai: a sollevarsi contro il bando è anche la FIMI. Il Ceo Enzo Mazza avrebbe criticato l’esclusione del settore discografico dalla partita, sottolineando che senza il contributo delle case discografiche “il Festival sarebbe solo un mazzo di fiori”. Secondo la Federazione dell’industria musicale, la prossima edizione dovrebbe prevedere un rimborso economico adeguato per le etichette che partecipano.
Il Comune reagisce: pronto a difendersi in giudizio
Nel frattempo, l’amministrazione sanremese non starebbe a guardare. La Giunta comunale ha deciso di costituirsi in giudizio contro i ricorsi presentati sia dalla Rai che da Je Srl. La partita legale è tutt’altro che chiusa: sarà infatti il Consiglio di Stato, il 22 maggio, a pronunciarsi sul destino di questa intricata vicenda, che potrebbe cambiare per sempre la storia del Festival.
Sanremo Lovers, questa volta non è solo una questione di share… ma di carta bollata.
Xo Xo, Sanremo Spia








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