Un’assenza che pesa come una presenza
Sanremo Lovers, ammettiamolo: anche quando Pippo Baudo non era sul palco dell’Ariston, il Festival aveva sempre una certezza silenziosa. Dal 2008 non lo vedevamo più alla conduzione, ma tutti sapevano che lui c’era, dietro le quinte della storia, pronto a essere il punto di riferimento, la memoria vivente del Festival. Pronto a dare forza ai meravigliosi conduttori dopo di lui come Amadeus e Carlo Conti.
Ora che Pippo non c’è più, la domanda è inevitabile: come sarà Sanremo senza il suo faro? Veglierà dall’alto sul festival l, indubbiamente.
Il Festival e il suo custode
Baudo non era solo un conduttore, era il “custode del rito”. La sua voce e i suoi racconti accompagnavano da decenni la liturgia sanremese, quella che andava oltre la gara e che trasformava Sanremo in un vero spettacolo nazionale.
Per questo oggi il Festival appare come un grande punto interrogativo: anche se cambiano direttori artistici, conduttori e cantanti, la sua presenza invisibile garantiva sempre un equilibrio. Senza di lui, tutto sembra un po’ più incerto.
Certo, Sanremo continuerà ad esistere lo show deve andare avanti ma sarà più difficile senza l’ombra lunga di Baudo a vegliare. Da ora in poi, ogni edizione sarà chiamata a dimostrare di saper stare in piedi da sola, senza il “Papà di Sanremo” pronto a raccontare o a intervenire.
Forse questo renderà il Festival ancora più fragile. O forse lo obbligherà a reinventarsi, ancora una volta.
Sanremo Lovers, resta solo una certezza: da oggi in poi, l’Ariston sarà un po’ più vuoto. Per cui, portiamo Pippo nel cuore, sempre!







0 commenti