Oggi abbiamo preso il treno, siamo scesi in campo e siamo andati dritti a Roma.
Non per turismo. Non per shopping. Ma per fare quello che SanremoSpia fa meglio: portarvi contenuti esclusivi e inediti da dove le cose accadono davvero. E oggi, 16 gennaio 2026, le cose stavano accadendo in Piazza di Spagna, nel cuore della Capitale, per l’ultima tappa della campagna “Tutti cantano Sanremo”.
Con noi? Carlo Conti, un’orchestra di 90 musicisti del Conservatorio Santa Cecilia, centinaia di romani e turisti, tre canzoni iconiche e tanta, tantissima energia.
Sono le 20:00, siamo appena rientrati, e ora vi raccontiamo tutto.
Piazza di Spagna si trasforma in un palco a cielo aperto
Ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, l’Orchestra del Conservatorio “Santa Cecilia” diretta dal Maestro Michelangelo Galeati era già pronta. Novanta musicisti, strumenti accordati, spartiti aperti. E in mezzo a loro, Carlo Conti, che come sempre sa trasformare un evento istituzionale in un momento di pura magia televisiva.
L’obiettivo? Registrare lo spot finale di “Tutti cantano Sanremo”, la campagna promozionale della Rai per il 76° Festival di Sanremo (24-28 febbraio 2026). E i protagonisti? Non VIP, non ospiti speciali, ma la gente comune. Romani, turisti, passanti incuriositi, famiglie con bambini. Tutti chiamati a cantare insieme tre brani che sono storia della musica italiana.
“Con te partirò”, “Nel blu dipinto di blu”, “Volevo essere un duro”
Le canzoni scelte per lo spot collettivo non sono casuali. Tutte (rigorosamente) made in Sanremo:
- “Con te partirò” di Andrea Bocelli
- “Nel blu dipinto di blu” (Volare) di Domenico Modugno
- “Volevo essere un duro” dei Nuti (portata al successo dai Bluvertigo)
Prima del flash mob, sono stati distribuiti i testi delle canzoni. Perché quando Carlo Conti ti chiede di cantare davanti a un’orchestra e a una troupe Rai, meglio non sbagliare le parole, no?
Carlo Conti scherza: “Al limite cantiamo ‘Roma nun fa’ la stupida’”
E qui arriva il momento clou che ci ha fatto amare ancora di più Carlo Conti (se possibile). Quando un giornalista gli ha chiesto se i romani sarebbero riusciti a intonare “Con te partirò” senza stonare, lui ha risposto con quel sorriso furbo che conosciamo bene: “Vedremo, al limite opteremo per ‘Roma nun fa’ la stupida stasera’”.
Risata generale. Perché Carlo Conti sa esattamente come stemperare la tensione e mettere tutti a proprio agio.
E poi ha fatto di più: si è avvicinato ad alcuni giovanissimi e ha iniziato a dare loro consigli su come cantare “Con te partirò”. Ha scherzato, ha incoraggiato, ha fatto sentire quel gruppetto di ragazzi protagonisti per qualche minuto. Ed è esattamente questo che rende Carlo Conti un maestro della conduzione: non si limita a essere presente, partecipa.
Il flash mob: “Ciak si gira!”
E poi è arrivato il momento tanto atteso. “Ciak si gira!” hanno urlato dalla regia.
Il coro del pubblico si è alzato, gli archi dei violinisti hanno iniziato a vibrare, i tamburi a rullare. La piazza si è trasformata in un unico grande palcoscenico. Chi cantava forte, chi sussurrava, chi si limitava a sorridere emozionato. I turisti assiepati sulle scalinate hanno iniziato a filmare con gli smartphone, probabilmente senza capire bene cosa stesse succedendo ma felici di assistere a qualcosa di speciale.
E noi? Noi eravamo lì, in mezzo alla folla, a vivere quello che tra qualche settimana diventerà uno spot televisivo ma che oggi era pura vita, pura emozione.
“Oggi niente annunci. Siamo qui per cantare”
Carlo Conti, appena arrivato in piazza, aveva tagliato corto con i giornalisti: “Oggi niente annunci. Siamo qui per cantare”. E aveva ragione. Perché dopo giorni di rivelazioni (Laura Pausini co-conduttrice, Max Pezzali sulla nave Costa, Sanremo Top a marzo), oggi era il momento di fare qualcosa di diverso.
Di ricordare che Sanremo non è solo star, palco, competizione. È anche questo: gente comune che canta insieme, che si emoziona per una canzone, che per qualche minuto si sente parte di qualcosa di più grande.
Da Trento a Roma: il viaggio di “Tutti cantano Sanremo”
Come riportato anche dall’ANSA, la campagna promozionale del Festival ideata dalla Direzione Comunicazione Rai ha fatto tappa in diverse piazze italiane lungo tutto lo Stivale: da Trento a Parma, passando per Cosenza e concludendosi oggi a Roma.
Un viaggio musicale che ha attraversato l’Italia intera, coinvolgendo migliaia di persone, raccogliendo sorrisi, voci, emozioni. E che ora continuerà per tutto gennaio e febbraio sui canali tv, Radio e social della Rai, accompagnandoci verso il Festival.
Perché SanremoSpia c’era
Qualcuno potrebbe chiedersi: perché SanremoSpia è andato a Roma per un flash mob?
La risposta è semplice: perché noi ci siamo sempre. Quando c’è Sanremo, quando c’è musica, quando c’è un’emozione da raccontare, noi prendiamo il treno e andiamo.
Perché i nostri lettori meritano contenuti esclusivi, raccontati da chi c’era davvero. Non articoli scritti da casa copiando comunicati stampa, ma cronache dal campo, vissute in prima persona.
Oggi abbiamo visto Carlo Conti scherzare con i bambini. Abbiamo sentito l’orchestra dal vivo. Abbiamo cantato “Con te partirò” insieme a centinaia di sconosciuti. Abbiamo respirato quell’aria di attesa che precede il Festival.
E ve l’abbiamo voluto raccontare.
Verso Sanremo 2026
Mancano 40 giorni all’inizio del Festival. E ogni giorno che passa, l’emozione cresce. Oggi, in Piazza di Spagna, l’abbiamo sentita forte e chiara.
Carlo Conti sa esattamente cosa sta facendo. Sta costruendo l’attesa pezzo dopo pezzo, annuncio dopo annuncio, flash mob dopo flash mob. E noi? Noi siamo qui, pronti a raccontarvi tutto.
Perché questo è SanremoSpia: la vostra connessione esclusiva al mondo sanremese, tutto l’anno. Anche quando significa prendere un treno e scendere in campo.
XOXO, Sanremo Spia








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