Nel nostro viaggio continuo alla scoperta dei talenti più autentici della nuova scena musicale, oggi facciamo tappa a Milano. È disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali “ALL I HAVE”, il nuovo singolo del giovane cantautore classe 2000 ICO, al secolo Ludovico Poggio.
Il brano si presenta come un lavoro dal carattere intimo e intenso, capace di fondere un’anima introspettiva con le sonorità graffianti e l’energia dell’alternative rock degli anni ’90. Un crescendo sonoro che accompagna l’ascoltatore verso un ritornello incisivo, fino a esplodere in un assolo finale travolgente. Una traccia che scava dentro e che racconta, senza filtri, la forza e il desiderio di lasciarsi alle spalle il passato per guardare al futuro con una nuova consapevolezza.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con ICO per entrare direttamente nel cuore del suo mondo e della sua scrittura. Ecco cosa ci ha raccontato di seguito le nostre domande e le sue risposte:
1. Un salto negli anni ’90 con nuova consapevolezza: ICO, il tuo singolo “ALL I HAVE” unisce l’introspezione a un sound energico con chiari richiami all’alternative rock degli anni ’90, culminando in un intenso assolo finale. Come è nato questo equilibrio sonoro e quanto è stato importante per te usare questa energia per raccontare il desiderio di guardare avanti e lasciarsi alle spalle il passato?
«Il sound di All I Have è nato con l’idea di fare qualcosa di essenziale e molto personale, solo voce e chitarra elettrica ambient. L’energia e la distorsione più rock vengono fuori nella seconda parte del brano per dare dinamica e contrasto, con un senso di catarsi finale nell’assolo.»
2. La metafora della casa d’infanzia: Hai descritto questo brano come un “portale”, l’ultimo sguardo alla propria casa d’infanzia prima di abbandonarla per sempre, piena di ricordi che ormai appartengono al passato. Nella vita reale di un giovane cantautore classe 2000, quanto è difficile trovare il coraggio di chiudere quella porta per iniziare un nuovo capitolo?
«Nel brano addirittura l’immagine metaforica che ho pensato è quella di una casa che brucia. Il punto è proprio quello, se tutto brucia significa che non c’è possibilità di tornare indietro. Per me è un aspetto cruciale della crescita, è tanto difficile quanto liberatorio riuscire a trovare la propria nuova dimensione. Più che coraggio penso che a un certo punto diventi proprio un bisogno per lo spirito, lo senti dentro quando è arrivato il momento.»
3. Un’identità distante dalle mode: Fin da quando hai iniziato a suonare la chitarra a 16 anni e a scrivere a 17, hai sviluppato uno stile autentico e distante dalle mode del momento, lasciandoti influenzare da colossi sacri come Bob Dylan, i Radiohead, Lucio Battisti e Fabrizio De André. In un mercato musicale super omologato, come riesci a mantenere intatta questa tua forte identità e sensibilità emotiva?
«Per me fare musica e scrivere canzoni è una necessità esistenziale, il processo creativo parte un sentimento forte e dal bisogno di comunicarlo attraverso la mia sensibilità. I miei ascolti e le mie influenze sono nutrimento per la mia anima, il mio gusto, il mio stile. L’autenticità è l’unica strada per me per perseguire tutto questo, per scoprire la mia identità canzone dopo canzone.»
Ringraziamo ICO e il suo ufficio stampa per questa bellissima intervista e gli auguriamo grandi soddisfazioni.
XO XO, SanremoSpia








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