Quando si accendono le luci del Teatro Ariston, il pubblico ascolta le canzoni. Ma c’è un altro spettacolo che prende vita, spesso lontano dai riflettori: quello della moda.
Dietro ogni artista che sale sul palco si nasconde un lavoro fatto di settimane di prove, confronti con stylist, atelier, sarte e direttori creativi. Un abito non viene scelto soltanto perché è bello: racconta un’identità, accompagna una canzone e contribuisce a costruire l’immagine di chi la interpreta.
Anche per questo nasce RED CARPET, la nuova rubrica di SanremoSpia dedicata all’incontro tra musica, moda e cinema.
Per inaugurarla abbiamo scelto quattro maison che, con linguaggi molto diversi tra loro, hanno lasciato il segno al Festival di Sanremo 2026.
Antonio Marras e Michele Bravi: la poesia diventa sartoria
Tra i look che hanno maggiormente colpito gli osservatori della moda c’è quello di Michele Bravi, seguito dalla stylist Susanna Ausoni.
Per il Festival il cantante ha indossato creazioni firmate Antonio Marras, stilista che da anni costruisce le proprie collezioni come racconti fatti di memoria, cultura e artigianalità.
Il risultato è stato un look elegante ma lontano dagli eccessi, costruito su una sartorialità ricercata che ha dialogato perfettamente con la sensibilità artistica di Michele Bravi. Vogue Italia e Vanity Fair hanno inserito i suoi outfit tra quelli più interessanti dell’edizione, sottolineando il lavoro condiviso tra maison e styling.
Giorgio Armani e Levante: l’eleganza che non ha bisogno di alzare la voce
C’è un motivo se il nome di Giorgio Armani continua a essere uno dei più presenti sui grandi palcoscenici italiani.
Per Sanremo 2026, Levante ha scelto creazioni della maison accompagnate da scarpe Gianvito Rossi e gioielli Damiani, mantenendo uno stile essenziale e raffinato.
Linee pulite, equilibrio e grande attenzione ai dettagli hanno dato vita a un’immagine coerente con la personalità dell’artista, dimostrando come l’eleganza possa comunicare senza ricorrere a effetti scenografici.
Luigi Bianchi Sartoria ed Eddie Brock: il Made in Italy protagonista
Non tutti i look memorabili devono essere appariscenti.
Per il suo debutto sul palco dell’Ariston, Eddie Brock è stato seguito dallo stylist Carlo Valerio, scegliendo capi di Luigi Bianchi Sartoria, affiancati da elementi della linea Flirt.
Una scelta che ha messo al centro la tradizione sartoriale italiana, con un guardaroba costruito sulla qualità dei tessuti, sul taglio dei capi e su un’eleganza contemporanea.
Un esempio di come il Made in Italy possa raccontarsi anche attraverso uno stile sobrio ma perfettamente riconoscibile.
Emporio Armani e Tommaso Paradiso: semplicità come scelta stilistica
Anche Tommaso Paradiso ha scelto di affidarsi a una delle firme più iconiche della moda italiana.
Per il Festival di Sanremo 2026 l’artista ha indossato Emporio Armani, sempre con la consulenza stilistica di Susanna Ausoni.
Una decisione che conferma il ruolo centrale della maison nel panorama musicale italiano e dimostra come uno stile essenziale possa diventare uno degli elementi più riconoscibili di una performance, senza mai rubare spazio alla musica.
Quando la musica incontra la moda
Negli ultimi anni il Festival di Sanremo è diventato anche una straordinaria vetrina per il mondo fashion.
Maison storiche, atelier indipendenti, stylist, artigiani e laboratori lavorano dietro le quinte per costruire immagini che spesso rimangono impresse quanto le canzoni stesse.
È un lavoro silenzioso, fatto di ricerca, creatività e competenze che raramente trovano spazio nel racconto quotidiano del Festival.
Ed è proprio questo il mondo che RED CARPET vuole raccontare: non semplicemente chi veste chi, ma tutto ciò che accade prima che il sipario si apra.
Perché, in fondo, anche un abito può raccontare una storia.
XOXO, Sanremo Spia








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